il confezionamento ad opera di serenissima
Pasti-mensa solidali dal S. Anna
In un anno donati migliaia di porzioni a “Casa Ginestra” di Viale K
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Si è concluso il primo anno di collaborazione tra l’azienda ospedaliera di Ferrara e l’Associazione Viale K - Casa di Stefano, realtà a cui il Sant’Anna devolve quotidianamente i pasti non consumati dalla mensa dei dipendenti dell’azienda preparati da Serenissima Ristorazione S.p.A. Nel corso del 2017 sono stati donati 1.872 primi; 1.733 secondi; 1.356 contorni; 815 pizze.
Il progetto #menosprecopiusolidarieta è nato un anno fa, scrive l’azienda sanitaria, «grazie all’intuizione della dottoressa Melissa Teodorini e della Direzione delle Professioni Sanitarie che, insieme alle Dietiste dell’azienda - Simona Colombari, Cristina Sgarbi e Annachiara Piva - hanno costruito e contribuito alla realizzazione del progetto». La disponibilità a collaborare del responsabile del Centro del Servizio Ristorazione di Serenissima, Stefano Veronesi, ha convinto l’ospedale a trovare un’associazione onlus che avesse le caratteristiche (vicinanza alla struttura ospedaliera e un numero di ospiti non troppo elevato) necessarie per ricevere questo “piccolo dono”. In via sperimentale è stata scelta la struttura di "Casa Ginestra" dell'associazione Viale K, gestita da don Domenico Bedin a Cocomaro di Focomorto, che ospita circa 20 persone. Alla chiusura del self-service dell’ospedale di Cona le porzioni rimaste nei banchi scalda-vivande sono raccolte dagli addetti al servizio mensa (Annalisa Camatari e Sulpizio Gilles), poi vengono trasferite in contenitori alimentari per essere introdotte in una macchina che abbatte la temperatura rendendo sicure le pietanze per un utilizzo successivo. I cuochi Franco De Luigi e Melisa Bizzi, consegnano i pasti al signor Armando, dell’Associazione K, autista e cuoco. «Per la nostra struttura d'accoglienza questo progetto è un grande dono – ha messo in evidenza don Bedin - perché il cibo che arriva è ottimo ed è pronto per essere consumato».
Il progetto #menosprecopiusolidarieta è nato un anno fa, scrive l’azienda sanitaria, «grazie all’intuizione della dottoressa Melissa Teodorini e della Direzione delle Professioni Sanitarie che, insieme alle Dietiste dell’azienda - Simona Colombari, Cristina Sgarbi e Annachiara Piva - hanno costruito e contribuito alla realizzazione del progetto». La disponibilità a collaborare del responsabile del Centro del Servizio Ristorazione di Serenissima, Stefano Veronesi, ha convinto l’ospedale a trovare un’associazione onlus che avesse le caratteristiche (vicinanza alla struttura ospedaliera e un numero di ospiti non troppo elevato) necessarie per ricevere questo “piccolo dono”. In via sperimentale è stata scelta la struttura di "Casa Ginestra" dell'associazione Viale K, gestita da don Domenico Bedin a Cocomaro di Focomorto, che ospita circa 20 persone. Alla chiusura del self-service dell’ospedale di Cona le porzioni rimaste nei banchi scalda-vivande sono raccolte dagli addetti al servizio mensa (Annalisa Camatari e Sulpizio Gilles), poi vengono trasferite in contenitori alimentari per essere introdotte in una macchina che abbatte la temperatura rendendo sicure le pietanze per un utilizzo successivo. I cuochi Franco De Luigi e Melisa Bizzi, consegnano i pasti al signor Armando, dell’Associazione K, autista e cuoco. «Per la nostra struttura d'accoglienza questo progetto è un grande dono – ha messo in evidenza don Bedin - perché il cibo che arriva è ottimo ed è pronto per essere consumato».
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