La Nuova Ferrara

Ferrara

Documenti falsi per avere i permessi di soggiorno

di Marcello Pulidori
Documenti falsi per avere i permessi di soggiorno

Un 52enne di Formignana è stato arrestato dalla Squadra Mobile  Da anni favoriva l’immigrazione clandestina. Indagati anche ventidue stranieri

2 MINUTI DI LETTURA





FORMIGNANA . Per cinque anni è riuscito a farla franca, concludendo in qualche modo le sue “pratiche” che prevedevano la permanenza illegale in Italia tramite la creazione di documentazione falsa da presentare per l’istanza del permesso di soggiorno. In questo modo era riuscito a garantire il permesso a 22 extracomunitari, permessi poi rivelatisi chiaramente falsi. Mesi di indagini hanno dato i frutti sperati. E così, un 52 enne residente a Formignana, Stefano Menozzi, da tempo noto alle forze dell’ordine e da anni tenuto sotto osservazione, sabato scorso è stato arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Ferrara. Sono stati gli uomini del dirigente della Mobile, Andrea Crucianelli, a bloccare Menozzi, che si trova nel carcere ferrarese dell’Arginone. I reati di cui dovrà rispondere sono favoreggiamento della immigrazione clandestina e truffa aggravata perché per un periodo Menozzi si era addirittura finto un commercialista. Tra la documentazione sequestrata dai poliziotti ci sono poi false attestazioni relative a cifre pagate, così come fasulli sono risultati i certificati di residenza. False anche le buste-paga che Menozzi preparava per dimostrare che l’extracomunitario lavorava, uno dei requisiti per poter ottenere il permesso di soggiorno. Oltre all’arresto del 52 enne di Formignana, la “Mobile” ha denunciato altre 22 persone: 13 provenienti dal Marocco, 7 dalla Tunisia, una dall’Algeria e una dalla Nigeria.

Venti, invece, in totale, i capi di imputazione ipotizzati nella indagine.

In particolare, alcuni episodi filmati dalle forze dell’ordine hanno lasciato pochi dubbi sull’attività illecita del 52 enne: il 18 ottobre del 2016, a Copparo, era stato, ad esempio, documentato l’incontro tra Menozzi ed uno straniero, probabilmente al fine di incassare la cifra pattuita e garantire all’extracomunitario il falso contratto di lavoro. Menozzi, inoltre, non si faceva grandi scrupoli tanto da utilizzare in più occasioni timbri di una ditta di Bondeno da tempo dismessa. Quando gli agenti della “Mobile” hanno perquisito la sua casa, nei cassetti dell’abitazione di Menozzi, a Formignana, sono stati ritrovati altri documenti palesemente contraffatti.

Le indagini hanno portato inoltre a scoprire che Menozzi aveva svolto in svariate occasione l’attività di (finto) commercialista, facendo credere agli ignari stranieri di “appoggiarsi” ad un vero studio di commercialisti.

Le indagini della Squadra Mobile proseguono per accertare l’eventuale presenza di complici.

L’inchiesta è seguita dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino, gip Silvia Marini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google