Rifiuti, nuova gara con obbligo calotte e “pedaggio” a Hera
Atersir: il Comune non poteva rinviare l’operazione-tessera. Bando senza barriere, ma il costo di subentro sarà più alto
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FERRARA. Il sistema dei cassonetti a calotta che sta agitando l’intera città non sarà superato con l’ormai imminente esaurimento della concessione pluriennale a Hera, il 19 novembre, ma verrà “ereditato” dal nuovo gestore, che sia la stessa multiutility partecipata dai Comuni o magari un colosso straniero. È la conseguenza di una scelta di Palazzo municipale, che però non rappresenta di per sé un impedimento ad una gara davvero aperta e non avviata ad un quasi obbligato rinnovo a Hera: «Ci sono strumenti per governare questa operazione, pur tenendo conto che in tutte le situazioni di questo tipo il gestore uscente è avvantaggiato - spiega Vito Belladonna, direttore di Atersir, l’agenzia regionale dell’ambiente presieduta da Tiziano Tagliani, che dovrà redigere il bando - Dovremo scrivere bene gli atti in particolare per il trasferimento dei sistemi informativi, ma bisogna dire che gli aspetti tecnologici non sono determinanti: la quota maggiore della gara è rappresentata dalla lavorazione dei rifiuti differenziati, che è molto labour intensive, e per questo metteremo dei correttivi per evitare un massacro nella corsa al ribasso sul costo del lavoro».
Molte delle domande poste per strada e via social dai ferraresi, in questi giorni di passione per il paciugo, riguardano la tempistica dell’operazione-calotta, in relazione proprio al rinnovo della concessione. C’è chi, ad esempio Valentino Tavolazzi (Progetto per Ferrara), parla di «paletto per il prossimo affidamento della concessione (chi può fare concorrenza a Hera con questo sistema di raccolta?)». Non si poteva aspettare, inserendo magari la tecnologia scelta nella gara d’appalto? «Il Piano regionale dei rifiuti impone l’obiettivo del 70% di rifiuto a recupero entro il 2020, se il Comune avesse deciso di rimanere fermo in attesa del nuovo gestore, non lo avrebbe mai potuto centrare, considerato che la gara sarà pronta nel 2018 ma poi i tempi di assegnazione sono sempre molto incerti - è il ragionamento di Belladonna - E chiaro che con più tempo a disposizione la scelta ideale sarebbe stata l’inserimento del piano-calotte nella gara, ma, lo ripeto, non siamo in grado qui in Atersir di garantire tempi rapidissimi per le gare: siamo in 10 a lavorarci per tutta la regione».
Come sarà articolata, dunque, una gara che non finisca per ratificare la conferma della concessione all’attuale gestore? «Hera ha fatto una serie d’investimenti che andranno riconosciuti da chi arriverà, quindi il valore di subentro sarà più alto del normale, in quanto vanno considerate le quote di ammortamento delle calotte. Altri avrebbero potuto proporre costi più bassi per la stessa tecnologia? Posso dire che sui costi dichiarati da Hera noi vigileremo, e in ogni caso si tratta di contabilità di una società quotata in Borsa, che offre quindi determinate garanzie» è la prima sottolineatura del direttore Atersir. Tra i costi incidenti c’è anche quello dello smaltimento dell’indifferenziata a inceneritore, anche questo determinato da Hera... «Il costo dichiarato arriva certo da Hera, ma il prezzo lo facciamo noi, è il caso di metterlo bene in chiaro. In ogni caso - continua Belladonna - l’obiettivo è una gara più partecipata possibile, ma anche con soggetti con requisiti, in grado di gestire con continuità un servizio così rilevante».
Per quanto riguarda la Tari post-calotta, Atersir conta di aver pronto «prima della fine dell’anno» il conteggio sul costo tecnico del servizio, che il totale dei tributi ferraresi dovrà coprire. Poi deciderà il Comune come ripartirne il peso, attraverso appunto il numero di conferimenti gratis d’indifferenziato, il costo dei conferimenti aggiuntivi e le altre voci.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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