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Comitato rifiuti: il ministero disposto a intervenire

Comitato rifiuti: il ministero disposto a intervenire

Poggio Renatico, soddisfazione dopo l’incontro a Roma Ora si accende la speranza per il referendum sulle tariffe

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POGGIO RENATICO. «Abbiamo ottenuto la disponibilità del sottosegretario a intervenire con sollecitudine presso gli organi competenti affinché nel nostro Comune venga ripristinata la democrazia amministrativa». È soddisfatta la delegazione del Comitato spontaneo per il problema dei rifiuti di Poggio Renatico che ieri, come annunciato, si è recata a Roma per un incontro al ministero dell’Interno. Alla luce dell’incontro il comitato si augura che con l’intervento diretto del Ministero si possa arrivare a quel referendum che era stato proposto all’inizio di quest’anno ma che a maggio era stato “bocciato” dal comitato dei garanti, respingendo i quesiti proposti, relativi alle tariffe del servizio integrato dei rifiuti urbani e assimilati e alla fusione tra Area e Cmv in Clara. La delegazione, composta dalla responsabile Stefania Farinelli, Luca Caselli e Vittorino Navarra, è stata ricevuta dal sottosegretario Gianpiero Bocci. E «durante il colloquio - spiegano gli esponenti del Comitato - sono stati affrontati tutti i punti inerenti le problematiche dei rifiuti che da due anni il comitato sta affrontando, in particolare riguardo la bocciatura del referendum abrogativo da noi richiesto. Abbiamo consegnato al sottosegretario tutta la documentazione in nostro possesso, tra cui tutte le firme che abbiamo raccolto dal 2015 al 2016 (2.760 firme) e anche la risposta con la quale il sindaco negava il referendum adducendo come motivazione l'incapacità dei cittadini a comprendere cosa avrebbero votato».

Inoltre la delegazione del Comitato ha consegnato al sottosegretario «lo Statuto del comune di Poggio Renatico, che prevedeva espressamente la possibilità di effettuare il referendum, e il conseguente regolamento per l'indizione del referendum (guarda caso approvato dopo la presentazione dei quesiti stessi), regolamento che di fatto cambiava le regole dello Statuto del comune con conseguente e ovvia bocciatura del referendum del parte del comitato dei garanti».



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