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Ferrara città anziana I pensionati Cgil chiedono più servizi

Ferrara città anziana I pensionati Cgil chiedono più servizi

Un “dossier” di proposte concrete per migliorare la vita degli anziani. Lo ha distribuito ieri lo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, all’incontro “Una società per gli anziani, una società...

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Un “dossier” di proposte concrete per migliorare la vita degli anziani. Lo ha distribuito ieri lo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, all’incontro “Una società per gli anziani, una società per tutte le età”, organizzato alla Sala della Musica dallo stesso sindacato e che ha visto confrontarsi amministratori e dirigenti sanitari, a cominciare dal direttore Asl Claudio Vagnini . Ad aprire gli interventi, Roberto Cassoli dell'Istituto Gramsci, altro partner dell'evento. Secondo le stime riportate dal Par (Piano di azione dell'Emilia Romagna), tra una ventina di anni la popolazione ferrarese potrebbe arrivare a essere composta per un terzo da anziani. Presupposti confermati dai dati forniti dall'assessore Sapigni: su 64 mila famiglie ferraresi ben 6894 sono rappresentate da over 75 che però vivono soli. La maggiore concentrazione si registra nei quartieri Arianuova, Giardino, Ponte e Barco mentre in 1092 di queste famiglie vi è anche una persona fissa che assiste l'anziano. Per questo, ha concluso l’assessore, «la necessità di avere un nuovo piano sociale trasversale è determinante».

Sulle proposte dello Spi Cgil è intervenuto Franco Stefani, che ha esaminato i punti essenziali del fascicolo. Nella prima parte vengono analizzati gli aspetti socio sanitari e i servizi sociali, con riferimenti alla rete ospedaliera: si dice no a nuovi tagli e sì alle riconversioni, alla medicina e chirurgia d'urgenza e al pronto soccorso, dove va rimodulata la programmazione dei carichi di lavoro. Bene anche le Case della salute e il rafforzamento dell'intervento geriatrico, la guardia medica e alle cure palliative. Si prosegue con gli interventi non sanitari per forme lievi delle malattie neurovegetative, gli stili di vita e le strutture residenziali e le case famiglia per chiudere con residenzialità e inclusione. Ha concluso il segretario nazionale Spi Raffaele Atti.

Margherita Goberti



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