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Gli albergatori chiedono una deroga sulle calotte

Gli albergatori chiedono una deroga sulle calotte

Aperture troppo piccole e problemi a differenziare la spazzatura delle camere Cavicchi (Cna): sistema imposto senza concertazione che non premia i virtuosi

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La rivoluzione dei rifiuti sta facendo girare la testa alle famiglie ferraresi, ma c’è chi sta peggio. Alberghi e ristoranti, ad esempio, che sono i maggiori produttori di rifiuti, indifferenziati e non, e con il sistema delle calotte hanno già dimostrato di non andare d’accordo. «Sono troppo piccole per le nostre esigenze» fa presente Nicola Scolamacchia, che gestisce le 70 camere dell’Hotel Astra e parla anche come presidente di Confesercenti. E dalla Cna arriva una bocciatura nel metodo e nel merito: «Siamo molto favorevoli ad un sistema premiante per la raccolta differenziata, ma ci sembra - tuona Riccardo Cavicchi, presidente Cna per l’area di Ferrara - che ultimamente l’amministrazione confonda il fare informazione, che va benissimo nei confronti dei cittadini in genere, con il fare concertazione, coinvolgendo le rappresentanze sindacali ed i portatori d’interesse. Non entriamo certo nel merito delle soluzioni tecnologiche individuate, anche perché la loro scelta non ci ha visti coinvolti, però siamo di fronte ad un’accelerazione fuori luogo, che va oltre il principio della sperimentazione e nella quale i parametri che vanno ad identificare le tariffe non sono ancora chiari e definiti. Temiamo che il risultato finale sia penalizzare coloro che continuano a conferire i propri rifiuti come han fatto sinora, anziché premiare realmente il risparmio apportato dai virtuosi, con la collettività a sostenere i costi aggiuntivi per garantire a Hera gli stessi introiti».

Quali sono i problemi specifici delle attività produttive alle prese con le calotte? «Abbiamo sempre rispettato i dettami della raccolta differenziata, ma certo ora ci troviamo in difficoltà - spiega Haddouch Nouredine, direttore dell’Hotel Orologio - Hera ci ha fornito alcuni cassonetti solo per noi, che verranno a svuotare due volte alla settimana: così però ci attendiamo aumenti nella tariffa, che per noi è già molto alta, e sulla quale non abbiamo certezze. Per chi deve fare decine di camere al giorno è un problema». Entra nello specifico Zeno Govoni (Hotel Annunziata): «Noi non abbiamo ancora le calotte, ma presto ci si dovrà confrontare con la nostra peculiarità: nelle camere d’albergo c’è un rifiuto che non si può differenziare, a meno di non... mettere cestini di carta, vetro ecc. in ogni camera, cosa che non ho visto fare nemmeno in Alto Adige. In ogni caso, la qualità dell’operazione dipende non da noi ma dai clienti». Scolamacchia ammette l’abitudine «a utilizzare i sacconi neri, che potranno magari essere divisi in più sacchettini da calotta, ma resta il problema della quantità. E poi c’è la questione dei rifiuti prodotti nelle camere: non credo che la soluzione sia obbligare le nostre addette a far loro la differenziata dei cestini».

I rappresentanti degli imprenditori vanno dunque in pressing su Comune e Hera. «È importante che la sperimentazione venga monitorata con degli step e indicatori ben definiti - insiste Cavicchi (Cna) - su cui fare controlli e valutazioni su come procede il nuovo sistema di gestione dei rifiuti». Gli esercenti hanno chiesto un incontro con l’amministrazione, che si svolgerà probabilmente la prossima settimana, « ne servono due, per la verità, perché i problemi di albergatori e ristoratori sono distinti - sottolinea Scolamacchia - Si potrebbe ragionare di una sorta di deroga alla rigida differenziazione dei conferimento almeno per quanto riguarda i rifiuti prodotti nelle camere d’albergo».

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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