La comunità islamica pronta a donare il sangue
Parte anche a Ferrara la campagna Avis “Il sangue si dona e non si versa” Il presidente Mazzini: tra i nostri consiglieri c’è anche il figlio dell’imam
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Ha risposto con entusiasmo, la comunità islamica ferrarese, alla campagna Avis “Il sangue si dona e non si versa” che si propone di diffondere la cultura della donazione tra le diverse realtà religiose presenti nel territorio ferrarese.
Partita a livello nazionale e regionale dopo l’attacco terroristico sulla rambla di Barcellona segnato, tra l’altro, da un imponente slancio di donazioni di sangue in soccorso dei numerosi feriti, la campagna Avis sta decollando anche a Ferrara dove proprio lunedì il consiglio dell’associazione discuterà il calendario di incontri sia con la comunità musulmana che con quella ortodossa.
L’idea, come spiega il presidente dell’Avis comunale, Sergio Mazzini, è quella di intervenire al termine dei riti religiosi di entrambe le comunità per informare le persone sul valore della donazione di sangue.
«Ci è già stato assicurato il sostegno da parte del pastore della comunità ortodossa di via Mortara e dell’imam Hassan Debdoubi il cui figlio Fuad, di 19 anni, studente di ingegneria, fa parte del nostro consiglio ed è da tempo un volontario molto partecipe - continua Mazzini -Lui stesso è delegato a organizzare e curare gli incontri con la comunità islamica. Gli incontri con le donne islamiche, che non prendono parte con gli uomini al rito religioso in moschea, saranno invece tenuti da una dottoressa Avis. Tra i donatori contiamo già vari esponenti di diverse confessioni religiose, ma con questa campagna ci proponiamo di aprire un canale importante e più strutturato arrivando anche in altri Comuni della provincia sull’esempio di Bondeno e Cento, dove la comunità islamica offre già un fondamentale contributo alla raccolta di sangue».
Il progetto è accolto con interesse anche dal presidente del Centro di cultura islamica di via Traversagno, Hassan Samid: «Sarebbe un’ottima cosa formare un coordinamento tra tutti i centri di cultura islamica per aderire alla campagna Avis e stringere un legame più forte con la città».
«La nostra - ricorda infine Sergio Mazzini - è un’associazione apartitica e aconfessionale, ma abbiamo scelto quella frase “Il sangue si dona e non si versa”, per sottolineare i valori di solidarietà, altruismo e fratellanza su cui si fonda l’Avis. Perché dove c’è educazione alla donazione non può esserci violenza».
Alessandra Mura
Partita a livello nazionale e regionale dopo l’attacco terroristico sulla rambla di Barcellona segnato, tra l’altro, da un imponente slancio di donazioni di sangue in soccorso dei numerosi feriti, la campagna Avis sta decollando anche a Ferrara dove proprio lunedì il consiglio dell’associazione discuterà il calendario di incontri sia con la comunità musulmana che con quella ortodossa.
L’idea, come spiega il presidente dell’Avis comunale, Sergio Mazzini, è quella di intervenire al termine dei riti religiosi di entrambe le comunità per informare le persone sul valore della donazione di sangue.
«Ci è già stato assicurato il sostegno da parte del pastore della comunità ortodossa di via Mortara e dell’imam Hassan Debdoubi il cui figlio Fuad, di 19 anni, studente di ingegneria, fa parte del nostro consiglio ed è da tempo un volontario molto partecipe - continua Mazzini -Lui stesso è delegato a organizzare e curare gli incontri con la comunità islamica. Gli incontri con le donne islamiche, che non prendono parte con gli uomini al rito religioso in moschea, saranno invece tenuti da una dottoressa Avis. Tra i donatori contiamo già vari esponenti di diverse confessioni religiose, ma con questa campagna ci proponiamo di aprire un canale importante e più strutturato arrivando anche in altri Comuni della provincia sull’esempio di Bondeno e Cento, dove la comunità islamica offre già un fondamentale contributo alla raccolta di sangue».
Il progetto è accolto con interesse anche dal presidente del Centro di cultura islamica di via Traversagno, Hassan Samid: «Sarebbe un’ottima cosa formare un coordinamento tra tutti i centri di cultura islamica per aderire alla campagna Avis e stringere un legame più forte con la città».
«La nostra - ricorda infine Sergio Mazzini - è un’associazione apartitica e aconfessionale, ma abbiamo scelto quella frase “Il sangue si dona e non si versa”, per sottolineare i valori di solidarietà, altruismo e fratellanza su cui si fonda l’Avis. Perché dove c’è educazione alla donazione non può esserci violenza».
Alessandra Mura
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