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Riabilitazione al S. Camillo Manca il fisioterapista

Riabilitazione al S. Camillo Manca il fisioterapista

Comacchio, la segnalazione dal Tribunale del malato: il personale è insufficiente Le palestre sono quattro ma una non può funzionare per le poche risorse

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COMACCHIO. Nuove beghe al San Camillo di Comacchio. Il Tribunale dei diritti del malato, attraverso la sua presidente Tiziana Gelli, porta alla luce una nuova problematica. «Al quarto piano sono presenti 4 palestre dedicate alla riabilitazione, ma solo tre in funzione - spiega Gelli -, nella quarta manca il fisioterapista ed il personale in servizio fa i salti mortali per assicurare la qualità del servizio, ma non riesce a turnarsi per le ferie». Secondo le informazioni raccolte dal Tribunale dei diritti del malato al San Camillo il numero di pazienti che effettua attività riabilitative è passato in poco tempo da 8 a 12 unità. «Viene seguito anche un bimbo di 11 anni con problemi seri - prosegue Gelli - il personale sta svolgendo al meglio, con grande professionalità e disponibilità il proprio lavoro, ma nella quarta palestra, ancora inutilizzata ci sarebbe un lettino piccolo da poter utilizzare per i pazienti in età pediatrica». A parere del Tribunale dei diritti del malato il super lavoro in capo ai fisioterapisti che operano nelle tre palestre, non consentirebbe di acquisire prenotazioni ulteriori in tempi adeguati, andando così ad allungare le liste di attesa.

«Visto che ora sono stati introdotti nuovi servizi - conclude la Gelli -, suggerisco di aprire anche la quarta palestra di riabilitazione. Al tavolo del prefetto, la scorsa primavera - conclude - ne avevo accennato al dottor Vagnini». Non tarda ad arrivare la replica del direttore generale dell'Asl di Ferrara, Claudio Vagnini, il quale eccepisce che «non ricordo che mi fosse stato fatto cenno della questione. Ad ogni modo ritengo che ci siano mille modi per sottoporre all'attenzione dell’azienda una problematica. Non lo trovo etico rivolgersi direttamente ai giornalisti, anzichè interpellare direttamente l’azienda. Non risulta pervenuta alcuna comunicazione - incalza Vagnini - dal Tribunale dei diritti del malato e faccio notare inoltre che fa parte anche del Comitato consultivo misto, al fine di porre problemi alla direzione aziendale». Sgombrando il campo da ogni polemica, il direttore generale dell’Asl di Ferrara preferisce accendere i riflettori sui «tanti servizi messi in cantiere in questi ultimi tempi, per far partire la casa della salute San Camillo. Vogliamo aggiungere anche attività coordinate per le prestazioni riabilitative». C’è in arrivo, inoltre, un altro importante servizio, dato che è stata «avviata la fase di affido dell’attività a domicilio per i pazienti con la Sla». Questa è solo una delle anticipazioni che emergeranno durante la cerimonia di oggi, alle 10, nella Pediatria di Gruppo trasformata in “Ambienti da favola”, in presenza dell’arcivescovo, della autorità e dell’associazione Vola nel cuore onlus.

Katia Romagnoli

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