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Bimbi terrorizzati al nido. Maestre rinviate a giudizio

Bimbi terrorizzati al nido. Maestre rinviate a giudizio

Arrivata la decisione del giudice. A processo anche una donna di Bondeno. I maltrattamenti nei confronti di bambini tra uno e tre anni al Peter Pan

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BONDENO. Terrorizzavano i bambini all’asilo, in tre a processo (due maestre e un’ausiliaria) e tra queste anche una donna di 36 anni di Bondeno. L’asilo è quello di Ficarolo e mercoledì la decisione del giudice sulla richiesta di rinvio a giudizio accolta per tutte e tre le imputate, con le difese che comunque confidano ci siano tutti gli spazi del caso per arrivare a una sentenza di assoluzione al termine del dibattimento. Prima udienza il 23 aprile, costituiti parte civile sette minori. L’udienza preliminare era cominciata il 13 ottobre scorso con la decisione del giudice per le udienze preliminari arrivata, poi, nella mattinata di mercoledì.

Al centro di tutto, la vicenda deflagrata a febbraio del 2015, sulla scorta delle indagini del personale della squadra mobile della questura di Rovigo, guidata dal vicequestore aggiunto Bruno Zito. Sulla base delle risultanze che sarebbero state raccolte dagli investigatori, il giudice per le indagini preliminari aveva emesso tre divieti di dimora, a carico di due maestre e una ausiliaria scolastica all’epoca dei fatti secondo questa ricostruzione in servizio all’asilo nido Peter Pan di Ficarolo, che avrebbero commesso maltrattamenti nei confronti di bimbi tra uno e tre anni di età. Maltrattamenti, secondo quelle che allo stato vanno considerate ipotesi, non solo fisici, come strattoni, ma anche psicologici, come urla molto frequenti ma anche gesti umilianti per i piccoli. In un caso uno di loro sarebbe stato costretto a mangiare il cibo che aveva lasciato cadere a terra.

Nella mattinata di venerdì 13 ottobre c’era stata l’audizione, in regime di incidente probatorio, del consulente scelto dal giudice, che ha valutato la situazione di tre piccoli all’epoca ospiti dell’asilo, per valutare se e quali conseguenze dei presunti maltrattamenti ci possano essere.

L’indagine aveva destato una profonda impressione in paese, arrivano pochi mesi dopo un’altra inchiesta che era stata una vera e propria bomba mediatica, sempre per presunti maltrattamenti, sempre condotta dal personale della squadra mobile di Rovigo.
 

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