Dai sindacati un altro no a mini fusioni tra municipi
I delegati di Cgil, Cisl e Uil critici con i progetti Formignana-Tresigallo e Berra-Ro «Meglio idee competitive a livello provinciale e Comuni sopra i 10mila abitanti»
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COPPARO. Avanti con decisione sulla proposta di drastica riduzione dei Comuni. Più una zeppa da piazzare subito: «Le fusioni Berra-Ro e Tresigallo-Formignana sono da fermare, per il bene di tutti. Basta concorrenza sleale tra piccole realtà, qui serve un progetto di competitività a livello di provincia», dice Cristiano Zagatti. Assieme ai parigrado di Cisl e Uil, Paolo Baiamonte e Massimo Zanirato, ieri al centro Quadrifoglio di Pontelagoscuro il segretario generale della Cgil ha tenuto le fila di un attivo unitario dei confederali, una sorta di primo passo della campagna pubblica a favore della semplificazione istituzionale desiderata dalle tre sigle, secondo cui i municipi nel Ferrarese dovrebbero dimagrire dagli attuali 23 a 4 (tre dei quali coincidenti con gli attuali distretti sanitari, più il capoluogo).
Mossa non troppo gradita dal ceto politico locale, specie quello di marca Pd. «Per illustrare la nostra proposta – spiega Zanirato -, abbiamo incontrato qualche partito minore, non i maggiori, che se ne sono infischiati. È una classe politica assolutamente non all’altezza. Faremo assemblee, forse anche una raccolta firme».
Strettamente connessa è un’altra suggestione: una parte (da quantificare) della contrattazione di secondo livello a beneficio dei lavoratori dipendenti vada al welfare di comunità. Tradotto: aumenti salariali a livello aziendale e territoriale confluiscano in un fondo che garantisca i servizi. Così da programmare asili nido gratuiti, libri e trasporti scolastici con tendenza a costi zero, ma anche le rette delle case di riposo. «Ovviamente – aggiunge Baiamonte - anche le imprese dovrebbero metterci del loro. L’obiettivo è dare un colpo di coda, metterci qualche idea a fare da volano per rendere attrattivo il nostro territorio, colpito da denatalità, invecchiamento progressivo e disoccupazione più che altre zone della regione. Non si può più assistere al declino».
Ecco allora tornare il mantra delle fusioni tra Comuni; tutelando i dipendenti mediante ricollocazioni e nuova formazione, è la postilla d’obbligo per Cgil-Cisl-Uil. Sui “matrimoni” già nati il giudizio è negativo, non sarebbero esempi da far brillare gli occhi: «Su Fiscaglia si sono investiti 13 milioni di euro e oltre a qualche rotonda e marciapiede non si è andati. Terre del Reno è avviata nella stessa direzione», prevede Zagatti. I sindacati chiedono di modificare gli incentivi della Regione alle integrazioni (circa un milione all’anno per dieci anni), innalzando l’asticella dell’attuale soglia minima di 10mila abitanti, per evitare il rischio paradossale di favorire la frammentazione. «Stavolta – chiudono i tre leader confederali - non possono nemmeno incunearsi sulle divisioni tra di noi: su questo tema siamo granitici. E pure il vescovo ha detto alla Nuova Ferrara che concorda sulla fusione delle parrocchie, quindi…».
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Mossa non troppo gradita dal ceto politico locale, specie quello di marca Pd. «Per illustrare la nostra proposta – spiega Zanirato -, abbiamo incontrato qualche partito minore, non i maggiori, che se ne sono infischiati. È una classe politica assolutamente non all’altezza. Faremo assemblee, forse anche una raccolta firme».
Strettamente connessa è un’altra suggestione: una parte (da quantificare) della contrattazione di secondo livello a beneficio dei lavoratori dipendenti vada al welfare di comunità. Tradotto: aumenti salariali a livello aziendale e territoriale confluiscano in un fondo che garantisca i servizi. Così da programmare asili nido gratuiti, libri e trasporti scolastici con tendenza a costi zero, ma anche le rette delle case di riposo. «Ovviamente – aggiunge Baiamonte - anche le imprese dovrebbero metterci del loro. L’obiettivo è dare un colpo di coda, metterci qualche idea a fare da volano per rendere attrattivo il nostro territorio, colpito da denatalità, invecchiamento progressivo e disoccupazione più che altre zone della regione. Non si può più assistere al declino».
Ecco allora tornare il mantra delle fusioni tra Comuni; tutelando i dipendenti mediante ricollocazioni e nuova formazione, è la postilla d’obbligo per Cgil-Cisl-Uil. Sui “matrimoni” già nati il giudizio è negativo, non sarebbero esempi da far brillare gli occhi: «Su Fiscaglia si sono investiti 13 milioni di euro e oltre a qualche rotonda e marciapiede non si è andati. Terre del Reno è avviata nella stessa direzione», prevede Zagatti. I sindacati chiedono di modificare gli incentivi della Regione alle integrazioni (circa un milione all’anno per dieci anni), innalzando l’asticella dell’attuale soglia minima di 10mila abitanti, per evitare il rischio paradossale di favorire la frammentazione. «Stavolta – chiudono i tre leader confederali - non possono nemmeno incunearsi sulle divisioni tra di noi: su questo tema siamo granitici. E pure il vescovo ha detto alla Nuova Ferrara che concorda sulla fusione delle parrocchie, quindi…».
Fabio Terminali
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