È sempre vivo il ricordo di Santino
Jolanda, Virgo Fidelis con i sindaci dell’Unione e l’omaggio ai carabinieri defunti
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JOLANDA DI SAVOIA. Festa anticipata nel territorio dell’Unione Terre e Fiumi per la Virgo Fidelis, patrona dei carabinieri. Ieri nell’auditorium delle Bonifiche, funzione religiosa officiata dal cappellano militare regionale don Giuseppe Rigolon. Funzione aperta ai carabinieri della compagnia di Copparo, alle loro famiglie, a simpatizzanti, militari in congedo e associazioni d’arma, cittadini e autorità. Così, oltre al maggiore Giorgio Feola, c’erano i comandanti delle stazioni della zona. E per una volta (forse una delle ultime...) Unione rappresentata al gran completo con i sindaci di Jolanda, Elisa Trombin, Formignana, Laura Perelli, Copparo, Nicola Rossi, Berra , Erik Zaghini, Ro, Antonio Giannini, e per Tresigallo l’assessore Stefano Giglioli.
Filosoficamente pregevole e molto e spirituale l’omelia di don Grigolon, che ha ricordato il valore dell’impegno e lo spirito di servizio dei militari dell’arma, capaci di mettere il cuore nel loro lavoro ed essere per questo apprezzati. Nelle letture, eseguite ovviamente da dai militi, e nell’omelia, la sottolineatura del valore di Maria come primo discepolo di Gesù, ed anche del valore del servizio per la salvezza del popolo di Dio, oltre ai valori di solidarietà, servizio e spirito di sacrificio, ricordando anche Salvo D’Acquisto. Alla cerimonia erano presenti anche i familiari dei due carabinieri deceduti nell’ultimo anno, sempre chiamati affettuosamente per nome, Franco e Santino, citati dal cappellano e ricordati nel suo intervento dal maggiore Feola, che non è riuscito a trattenere la commozione. Per i figli di Santino (De Rosa) un regalo per i suoi figli e per la loro madre Simonetta, consegnati da Feola, e acquistati grazie alla sottoscrizione raccolta fra tutti i carabinieri della compagnia per aiutare la famiglia colpita tanto duramente.
Feola ha poi sottolineato come si siano raggiunti grandi risultati, di una compagnia che funziona come un’orchestra, e che il merito della musica è dei musicanti, i suoi valenti collaboratori. E poi ha sollecitato se stesso e le autorità locali a rimboccarsi le maniche e a fare ancora di più e meglio per il territorio. Interventi anche del presidente Anc di Copparo, Anaclerio Giannone e la lettura, da parte del luogotenente Antonio Molinaro, della Preghiera del Carabiniere. Alla fine, l’inno di Mameli e le foto con i carabinieri in alta uniforme.
Alessandro Bassi
Filosoficamente pregevole e molto e spirituale l’omelia di don Grigolon, che ha ricordato il valore dell’impegno e lo spirito di servizio dei militari dell’arma, capaci di mettere il cuore nel loro lavoro ed essere per questo apprezzati. Nelle letture, eseguite ovviamente da dai militi, e nell’omelia, la sottolineatura del valore di Maria come primo discepolo di Gesù, ed anche del valore del servizio per la salvezza del popolo di Dio, oltre ai valori di solidarietà, servizio e spirito di sacrificio, ricordando anche Salvo D’Acquisto. Alla cerimonia erano presenti anche i familiari dei due carabinieri deceduti nell’ultimo anno, sempre chiamati affettuosamente per nome, Franco e Santino, citati dal cappellano e ricordati nel suo intervento dal maggiore Feola, che non è riuscito a trattenere la commozione. Per i figli di Santino (De Rosa) un regalo per i suoi figli e per la loro madre Simonetta, consegnati da Feola, e acquistati grazie alla sottoscrizione raccolta fra tutti i carabinieri della compagnia per aiutare la famiglia colpita tanto duramente.
Feola ha poi sottolineato come si siano raggiunti grandi risultati, di una compagnia che funziona come un’orchestra, e che il merito della musica è dei musicanti, i suoi valenti collaboratori. E poi ha sollecitato se stesso e le autorità locali a rimboccarsi le maniche e a fare ancora di più e meglio per il territorio. Interventi anche del presidente Anc di Copparo, Anaclerio Giannone e la lettura, da parte del luogotenente Antonio Molinaro, della Preghiera del Carabiniere. Alla fine, l’inno di Mameli e le foto con i carabinieri in alta uniforme.
Alessandro Bassi
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