Il San Camillo rinasce con la pediatria di gruppo
Inaugurato il reparto rinnovato. L’Asl conferma gli impegni presi per la struttura In vista lo sportello socio-sanitario e il potenziamento dell’ospedale di comunità
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COMACCHIO. Dalla pediatria di gruppo allo sportello socio-sanitario, sino all’ingresso al San Camillo delle associazioni di volontariato che operano in ambito sanitario. L’inaugurazione degli “Ambienti da favola” nella Pediatria di gruppo della Casa della salute San Camillo è stata l’occasione tracciare il solco degli interventi futuri, destinati ad implementare i servizi introdotti in questi mesi di riordino, alla luce dell’accordo siglato in Prefettura ai primi di marzo. Dopo la pediatria di gruppo e di comunità, la neuropsichiatria infantile, l’igiene pubblica, la medicina del lavoro, l’igiene degli alimenti, il servizio di medicina veterinaria, la chirurgia ambulatoriale a bassa soglia, «gli sforzi per rimettere in funzione tutto l’edificio - ha dichiarato il direttore generale dell'Asl Claudio Vagnini - saranno accompagnati da un ulteriore impegno, per assegnare a questa struttura un ruolo importante nel territorio, sino ad arrivare alla creazione di uno sportello per la parte sociale e sanitaria, in collaborazione con il Comune. Questo contenitore - ha aggiunto Vagnini - dovrà in futuro dare spazio anche al volontariato nelle sue varie forme, perché la collaborazione tra istituzioni e volontariato, porta soluzioni in termini di operatività dei servizi e non solo in termini di arredo».
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Prossimo step dunque lo Sportello socio-sanitario integrato con personale sanitario e dei servizi sociali del Comune, che andrà ad occuparsi del complesso universo della “non auto-sufficienza”. Erogherà infatti un servizio di informazioni e di accompagnamento delle famiglie con minori o adulti disabili o con anziani affetti da patologie croniche e degenerative. Protesi, pannoloni, terapie riabilitative, percorsi di accompagnamento delle famiglie ad affrontare problematiche complesse, assistenza a domicilio, sono solo alcune delle risposte che si prefigge di fornire lo Sportello socio-sanitario agli utenti interessati. Il sindaco Marco Fabbri a questo proposito ha rilanciato la volontà di «avviare a Comacchio in modo sperimentale con il territorio del Delta l’integrazione socio-sanitaria, in rete con l’Asl, con l’Asp del Delta e con i Comuni. Nei prossimi mesi arriveremo a questo nuovo traguardo - ha aggiunto Fabbri - perché questa deve essere, come ha detto l’arcivescovo, la casa di tutti». La cerimonia inaugurale si è chiusa con un sopralluogo al quarto piano, dove è presente l’OsCo (ospedale di comunità), dotato di 20 posti letto, destinati a pazienti della popolazione del distretto sud-est, indirizzati dai medici di famiglia o da strutture ospedaliere per percorsi riabilitativi. La prospettiva è quella di rendere operativo a pieno regime anche l’Os.Co, avviando percorsi riservati ai familiari dei pazienti per “addestrarli” alla nuova realtà, che attende i loro cari dopo le dimissioni. Il reparto, dopo brevi degenze, agevola le dimissioni del paziente, coinvolgendo anche i familiari nella successiva fase di recupero.
Katia Romagnoli
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