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«Ius soli salvato dai digiuni»

«Ius soli salvato dai digiuni»

Il sindaco: le proteste hanno cambiato le sorti della legge. Cgil: è “ius scholae”

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Un incontro aperto a tutti, per creare un dialogo costruttivo e smontare false paure. Questo il filo conduttore del dibattito “Ius soli e ius culturae: una questione di civiltà”, tenutosi ieri alla sala Arengo del Municipio, introdotto da Mario Zamorani e Miriam Cariani, di Comitato Ferrara per lo Ius soli. La legge che riforma la cittadinanza coniuga lo ius soli temperato con lo ius culturae, in quanto mette al centro il mondo della scuola. La riforma prevede che si possa concedere la cittadinanza italiana a quegli 800mila bambini che, nati in Italia da genitori stranieri, hanno frequentato le scuole prima dei 12 anni. Riforma che andrebbe a sostitute la legge in vigore oggi, la 91/92, «la più restrittiva d’Europa, che lega la cittadinanza ai dieci anni di residenza anagrafica continuativa», ha spiegato Andrea Ronchi, responsabile immigrazione Cgil Emilia Romagna. La riforma, come spiegato dallo stesso Ronchi, «si rivolge ai minori. Ius soli è un termine sbagliato, sarebbe stato più corretto chiamarla ius scholae, perché sottolinea la centralità dello studio». Le strumentalizzazioni sono state favorite «anche da quei politici democratici che hanno avuto tentennamenti», ha concluso Ronchi. «Ci sono leggi giuste, e questa lo è», afferma deciso il vicesindaco Massimo Maisto. Il vice sindaco ha sottolineato anche l’importanza dell’incontro di ieri, il primo che vede un dibattito sull’argomento, «mentre in consiglio comunale il giorno della discussione sull’odg sullo ius soli, si è parlato di altro, di terrorismo, di paura, di invasione». Il sindaco Tiziano Tagliani ha sottolineato come «la democrazia sia il risultato della nostra responsabilità. Democrazia è mettere in gioco le proprie idee. Ciò che ha cambiato il percorso legislativo è stato lo sciopero della fame del Ministro delle Infrastrutture Delrio, e ciò che ci dice il mondo della scuola».

Veronica Capucci

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