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L’omaggio all’ebraismo «Riferimento per l’Italia»

Il segretario Pd visita il Meis e cita Ferrara «esempio di buona amministrazione»  Franceschini: il progetto del museo nato nel 2003 e finanziato dal governo Renzi

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«Queste sale al momento sono vuote perché le stiamo allestendo per quello che sarà il nuovo progetto nazionale», spiega Simonetta Della Seta, direttore del Meis, Museo nazionale ebraismo italiano e Shoah, ai due interlocutori che più hanno fatto in questi anni per realizzare il nuovo contenitore museale di via Piangipane, Matteo Renzi e Dario Franceschini. Lo ricorda la direttrice che tanti stanno lavorando per il 13 dicembre prossimo, quando la mostra sui «1000 anni degli ebrei in Italia» verrà inaugurata dal presidente della Repubblica, Mattarella.

E in attesa di questo evento, ieri ha fatto gli onori di casa durante la visita di Renzi e del ministro Franceschini che ha ricordato la storia del Meis, «nato da un progetto di legge del 2003 approvato all’unanimità, ma non c’erano fondi allora». Fondi che sono arrivati poi grazie, sottolinea ancora, «al governo Renzi con 47 milioni per finanziare il progetto che ora è andato oltre l’intuizione iniziale: non solo museo della Shoah ma della cultura ebraica e dell’ebraismo italiano». Ebraismo italiano al quale lo stesso Renzi rende omaggio perché «per l’Italia la presenza degli ebrei è stata un punto di riferimento preziosissimo e fondamentale. E allora in questi tempi occorre ribadire con forza i principi di fondo sia un dovere morale, civile ed etico della politica».

Ringrazia tutti, Renzi, parlando con la direttrice del Meis e del lavoro che si sta facendo a Ferrara, «un esempio di buona amministrazione», ma dice «grazie per quello che siete e per quello che avete fatto» agli ebrei italiani e al rabbino capo Luciano Caro, presente con lui nella visita. Tocca poi le ultime polemiche: «quando trovi persone che ironizzano su Anna Frank come accaduto nelle curve degli stadi, bisogna dire con forza grazie alla comunità ebraica e al popolo ebraico per aver scelto di vivere in Italia e gli ebrei italiani hanno il pieno, grande e straordinario abbraccio di tutti gli italiani e di tutte le persone di buon senso e buona volontà».

Ma il Meis fisicamente è anche un contenitore, anche l’esempio, sottolinea il sindaco Tiziano Tagliani, di «una operazione di recupero delle periferie», culturale e urbanistica al tempo stesso. «Una metamorfosi delle periferie che abbiamo voluto – ricorda Renzi – come filosofia con l’architetto Piano, chiedendo ai sindaci di dirci dove intervenire». «Nel mio viaggio – chiude il segretario Pd – lo abbiamo già visto in altre realtà, e mi fa piacere che questa zona del Meis venga collegata allo stadio (allude Renzi, probabilmente informato, ai problemi di Stadio e Gad, ndr)», ma poi vira sul calcistico: «Non vi allargate troppo però ipotecando il risultato della partita, visto che vi ricordo che l’allenatore della Spal, Semplici è un “gigliato”, tifoso della Fiorentina» e «dunque – scherzando con un presente con sciarpa biancazzurra – dovreste farci vincere». (d.p.)

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