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Malattie da lavoro in calo più sanzioni per gli illeciti

di Marcello Pulidori
Malattie da lavoro in calo più sanzioni per gli illeciti

I dati dell’Osservatorio provinciale sulla sicurezza presentati in Prefettura Intensificata la lotta alle attività in nero. Dispositivi di protezione “dimenticati”

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Meno malattie dovute alla permanenza del lavoratore nel posto di lavoro (-5,95% nel 2016 rispetto all’anno precedente, cifra che induce ad un cauto ottimismo) ed un contrasto sempre più deciso agli illeciti ed al lavoro nero, fenomeno ancora molto presente in un quadro nazionale di riferimento. Sono due tra i più rilevanti dati emersi ieri in Prefettura dove, alla presenza del prefetto Michele Tortora, sono stati presentati i risultati dell’attività dell’Osservatorio provinciale sulla sicurezza e legalità del lavoro. Coordinata nell’ambito della Conferenza Provinciale Permanente, presieduta dallo stesso Prefetto, questa attività di indagini fornisce elementi utilissimi per mettere a fuoco problemi e relative soluzioni nell’ampio ambito dei luoghi di lavoro. E di grande utilità, come hanno spiegato ieri i relatori dell’incontro di presentazione dei dati, sono stati i protocolli siglati con gli enti pubblici, su tutti i Comuni della provincia ad esempio in merito alla sicurezza stradale. Proprio sulle strade difatti si verificano alcuni dei più gravi infortuni sul lavoro. Tra il 2015 e il 2016 il numero di infortuni sul lavoro è rimasto sostanzialmente uguale. Molta parte dell’attenzione della indagine è rivolta, e lo sarà anche in futuro, alla prevenzione rispetto agli infortuni e alle malattie professionali. Un dato emerso e che appare di notevole interesse, evidenziando ancora una volta la necessità di una ulteriore sensibilizzazione dei datori di lavoro nei confronti dei lavoratori, è la generalizzata scarsa predisposizione degli stessi lavoratori (siamo sempre nell’ambito di dati di ordine generale) all’utilizzo dei dispositivi e degli strumenti che limitano infortuni e malattie dovuti all’attività lavorativa. Spesso, cioè, nelle fabbriche o in taluni uffici, non vengono utilizzati gli obbligatori strumenti (caschi, guanti e tanti altri ausili) che limitano il rischio di farsi male lavorando. Una relazione tecnica a parte è stata fornita dall’Inail (l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro) l’ente che, più di ogni altro, segue per definizione gli infortuni e le malattie professionali. Insomma, la cultura della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro, da anni al centro di un dibattito serrato che ha già portato ad importanti passi in avanti nel campo della prevenzione, è attesa da ulteriori passi in avanti. Obiettivo: rendere tutti i luoghi di lavoro il più sicuri possibile.

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