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Grattacielo, studenti in affitto solo se iscritti a Unife

Marcello Pulidori
Il Grattacielo di Ferrara
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Il Grattacielo di Ferrara

Ferrara, dopo il boom di iscrizioni all'università scatta la ricerca in città di soluzioni abitative. E il condominio più grande della città fissa le regole

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FERRARA. La novità è storica, per il Grattacielo s’intende. D’ora in poi chi dichiarerà di essere “studente universitario”, per prendere in affitto un appartamento (o una stanza, come spesso accade) al Grattacielo, dovrà dimostrare, carte alla mano, di essere già iscritto alla università. Non basterà più, insomma, affermarlo solo verbalmente.
Lo ha stabilito il nuovo regolamento condominiale approvato nell’ultima assemblea dei proprietari. Per entrare fisicamente come “studente universitario affittuario”, e dunque avere copia del regolare contratto d’affitto, si dovrà presentare o il certificato di avvenuto pagamento della tassa universitaria o comunque altro documento che attesti l’avvenuta iscrizione all’ateneo.
Chiaro appare l’obiettivo dei proprietari e dell’amministrazione condominiale: impedire l’arrivo di giovani sedicenti universitari, alcuni dei quali in passato hanno creato nelle tre torri del Grattacielo più di un problema di ordine pubblico. Una decisione che si è resa necessaria anche per bonificare un grande edificio in cui convivono ancora disagi e sacche di sofferenza quanto a sicurezza. Si tratta di circa 30 appartamenti, occupati da un centinaio di universitari provenienti da diverse parti d’Italia: dal vicino Veneto come dalla Campania o dalla Sicilia, se non addirittura dall’estero (c’è una studentessa tunisina). Ogni appartamento, solitamente, ospita 3/4 studenti. Molto consistente, come conferma il custode Denis Gulinati, è la comunità originaria del Camerun.
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