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«Simone era disponibile e simpatico»

di Davide Bonesi
«Simone era disponibile e simpatico»

Oggi a Casoria i funerali del calciatore della Centese morto nel sonno. Il ricordo dell’allenatore: si era integrato subito

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CENTO. Si svolgeranno oggi a Casoria in provincia di Napoli i funerali di Simone Sinico, il calciatore ventenne della Centese deceduto l’altro giorno nella propria abitazione a San Pietro in Casale (Bo). Vastissimo il cordoglio ieri nella città del Guercino per l’improvvisa scomparsa di questo giovane, arrivato da pochi mesi nella zona nella speranza di giocare a calcio, il sogno della sua vita.

Sinico, nato a San Giuseppe Vesuviano il 4 novembre del 1997 (aveva compiuto vent’anni da una settimana), era cresciuto nelle giovanili della Ternana e poi nel Real Rieti, poi ha militato come fuoriquota in squadre come Bra, Derthona e Macchia d’Isernia. Con quest’ultima lo scorso anno aveva conquistato la promozione in serie D, ma il fallimento della società lo aveva lasciato senza squadra, svincolato. Salito a San Pietro in Casale per raggiungere alcuni parenti che aveva in zona, aveva iniziato a lavorare in una fabbrica di ricambi ad Ozzano Emilia (Bo) e poi il contatto con la Centese, società che dopo alcune settimane di prova lo aveva tesserato e con la cui maglia aveva debuttato nel derby contro la Bevilacquese di un paio di settimane fa. «Ed era molto bravo - ci racconta Davide Del Toro, tecnico dei biancazzurri -, pedina importante per noi, tanto è vero che la prova è durata poco. Si era subito integrato con il gruppo, anche dopo i primi allenamenti già si era attaccato ai compagni, veniva a vedere le partite e metteva una grande passione, in campo e fuori. Per noi è una situazione allucinante, non riusciamo a riprenderci da questa tragedia. Era con noi da poco tempo, ma era un ragazzo disponibile, gentile e simpatico, da napoletano faceva finta di parlare con l’accento delle nostre parti, quante risate...».

Sinico è morto per un arresto cardiaco nel sonno. A lanciare l’allarme la fidanzata (che lo avrebbe raggiunto a Cento in gennaio, la società stava trovando un lavoro a lei e un appartamento in città) che lo chiamava a vuoto. Scoperta tragica per i compagni di squadra: «Abbiamo una chat del gruppo di whatsapp - racconta Del Toro -, ad un certo punto dal suo numero è stato scritto “Simone è morto”. Pensavo ad uno scherzo, ho chiamato al suo cellulare e mi ha risposto la cugina, prima dei familiari ad arrivare sul luogo della tragedia. È stata lei ad avvisarci».

Dopo aver saltato l’allenamento di giovedì, anche ieri sera la squadra non si è allenata, preferendo andare all’ospedale di Bentivoglio (Bo) dove stamane la salma parte in direzione Casoria, dove oggi alle 16 c’è l’ultimo saluto nella chiesa di Sant’Antonio Abate.

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