La Nuova Ferrara

Ferrara

Stop ai ripascimenti, ora servono barriere

Stop ai ripascimenti, ora servono barriere

Ai Lidi cambiano gli interventi contro l’erosione: nel 2018 si parte a Pomposa e Scacchi, poi gli altri

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. «Il 2018 deve diventare la start-up di un’operazione ad alta tecnologia, da estendere su tutta la costa emiliano/romagnola, con impatto ambientale pari a zero, capace di produrre benefici duraturi per la difesa costiera. Entro l’estate attueremo il primo intervento ai lidi Pomposa e Scacchi e a seguire ci concentreremo sui lidi Nazioni, Spina e Volano».

Sono queste le basi del cronoprogramma di interventi di salvaguardia del litorale dall’erosione marina, delineato ieri mattina nella sede lagunare dell’Ascom da Claudio Miccoli, dirigente regionale del Servizio tecnico di Bacino Po di Volano e della costa. Incontro reso necessario dall’ultima ondata di maltempo che ha devastato le spiagge dei Lidi nord.

L’incontro, richiesto a viva voce dagli operatori balneari dopo la recente mareggiata, ha costituito anche un’occasione per approfondire tematiche fra loro correlate, quali il ripascimento dell’arenile ed il dragaggio del portocanale di Porto Garibaldi, soggetto, a più riprese, a pericolosi accumuli di sedimenti sabbiosi in prossimità della sua imboccatura. I ritardi nei lavori di ripascimento periodico, da ultimo quello avviato dopo Pasqua, hanno indotto Miccoli a fare luce sugli ingranaggi della burocrazia.

«Noi dobbiamo trattare con il Codice degli Appalti - ha sottolineato Miccoli -; per una draga è necessario attendere i finanziamenti e poi attivare la gara. Per questo modo, diventa praticamente fondamentale trovare un meccanismo generale che rispetti le norme e che dia la possibilità di fare appalti della durata di almeno sei anni, per effettuare interventi adeguati, inserendo anche manutenzione delle scogliere e dragaggio del portocanale».

La prossima settimana sarà consegnato ufficialmente il progetto destinato alla messa in sicurezza della fascia litoranea del Lido di Pomposa, mentre nelle due settimane successive Miccoli confida di presentare i progetti relativi agli altri Lidi.

Tolta di mezzo la prospettiva dei ripascimenti, rivelatisi inefficaci, la Regione Emilia Romagna punta ora ad intervenire sulle barriere frangi-flutto e, in particolare, sui varchi, perché «è fondamentale armarli - ha evidenziato il dirigente regionale -, o impedire situazioni di grave intrusione marina sulla costa».

Ai tempi della loro realizzazione, oltre mezzo secolo fa, le scogliere erano deputate a fronteggiare mareggiate che si riteneva fossero dominate da vento di scirocco. Si è poi appurato che le mareggiate con vento di bora da nord/est non sono inusuali e, in tali circostanze, l'orientamento delle barriere frangiflutto si rivela non solo inefficace, ma anche dannoso. «La bora entra al 100 per cento nelle barriere - ha concluso Miccoli -, ed erode di più, permettendo l’ingresso di piani d’onda esagerati in presenza di varchi molto ampi».

In attesa di estendere il progetto pilota del Lido di Pomposa agli altri Lidi, si procederà comunque con ripascimenti periodici.

Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google