Violazione della privacy La protesta dei genitori
di Davide Bonesi
Una quarantina di persone ha incontrato sindaco e dirigenti sanitari in Comune «Non siamo ‘No Vax’, vogliamo scegliere liberamente e senza discriminazioni»
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COMACCHIO. Metti un corposo gruppo di genitori che chiede un incontro con il primo cittadino. Metti che queste persone (circa una quarantina) vengano radunate nella sala consiliare del Comune; impossibile non notarle. E così quella che doveva essere una protesta ‘silenziosa’ è diventata molto rumorosa. Ma ieri mattina in consiglio comunale a Comacchio non si è tenuto il primo incontro di questo tipo nel Basso Ferrarese, bensì il terzo, solo che dei due precedenti a Codigoro non ne è giunta notizia perché il comitato spontaneo dei genitori (sia codigoresi che comacchiesi) aveva chiesto per l’appunto che non si divulgasse alcuna notizia. E questo - con modi più o meno ortodossi, comprese minacce ad una nostra collaboratrice -è stato chiesto anche ieri mattina, ma era impossibile non notare e non raccontare di questo inusuale assembramento.
«Non vogliamo essere definiti ‘No Vax’ - ci spiegano -, perché non siamo a priori contro i vaccini, solo vogliamo essere liberi di decidere autonomamente se e quali vaccini somministrare ai nostri figli».
Ma l’incontro richiesto al sindaco lagunare Marco Fabbri e alle dirigenti Asl (Romana Bacchi e Marisa Cova) era per segnalare alcune presunte situazioni di discriminazione causate da una fuga di informazioni che non doveva esserci. Fabbri dopo aver fatto alcune necessarie premesse, ha lasciato la parola ai genitori, che si sono alternati in modo composto nelle richieste e segnalazioni. La richiesta principale è di quelle quasi impossibile da realizzare: fare qualcosa per fermare l’obbligatorietà dei vaccini, cosa che va ben oltre le possibilità di un primo cittadino (Fabbri ha invitato i genitori a ritrovarsi dopo la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge Lorenzin sui vaccini). Poi, però, i genitori hanno iniziato a denunciare numerosi casi di violazioni della privacy, ossia la divulgazione dei nomi di chi al momento non vuole vaccinare il proprio figlio. Le accuse in tal senso sono rivolte a vari livelli, in primis al personale scolastico (il sindaco ha spiegato che se ci sono stati si tratta di errori in buona fede, certe informazioni le hanno solo i dirigenti scolastici). «Da settembre è aumentata la spaccatura tra chi è vaccinato e chi non lo è - spiega uno dei promotori del comitato -: in una piccola comunità quale è la nostra vi è già stato un caso di esclusione, dalla scuola materna di Porto Garibaldi. Il rischio è quello di un’evidente e dolorosa discriminazione sociale, di ghettizzazione per i nostri figli, tra bullismo e isolamento».
Tra le segnalazioni anche quelle di comportamenti scorretti da parte di personale sanitario, sia nel non dare informazioni sul tipo di vaccini che nel non rispondere alle telefonate informative dei genitori. «Dovete segnalare questi casi immediatamente - hanno spiegato le due dirigenti Asl -, altrimenti a noi ci sembra di gestire strutture perfette».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non vogliamo essere definiti ‘No Vax’ - ci spiegano -, perché non siamo a priori contro i vaccini, solo vogliamo essere liberi di decidere autonomamente se e quali vaccini somministrare ai nostri figli».
Ma l’incontro richiesto al sindaco lagunare Marco Fabbri e alle dirigenti Asl (Romana Bacchi e Marisa Cova) era per segnalare alcune presunte situazioni di discriminazione causate da una fuga di informazioni che non doveva esserci. Fabbri dopo aver fatto alcune necessarie premesse, ha lasciato la parola ai genitori, che si sono alternati in modo composto nelle richieste e segnalazioni. La richiesta principale è di quelle quasi impossibile da realizzare: fare qualcosa per fermare l’obbligatorietà dei vaccini, cosa che va ben oltre le possibilità di un primo cittadino (Fabbri ha invitato i genitori a ritrovarsi dopo la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge Lorenzin sui vaccini). Poi, però, i genitori hanno iniziato a denunciare numerosi casi di violazioni della privacy, ossia la divulgazione dei nomi di chi al momento non vuole vaccinare il proprio figlio. Le accuse in tal senso sono rivolte a vari livelli, in primis al personale scolastico (il sindaco ha spiegato che se ci sono stati si tratta di errori in buona fede, certe informazioni le hanno solo i dirigenti scolastici). «Da settembre è aumentata la spaccatura tra chi è vaccinato e chi non lo è - spiega uno dei promotori del comitato -: in una piccola comunità quale è la nostra vi è già stato un caso di esclusione, dalla scuola materna di Porto Garibaldi. Il rischio è quello di un’evidente e dolorosa discriminazione sociale, di ghettizzazione per i nostri figli, tra bullismo e isolamento».
Tra le segnalazioni anche quelle di comportamenti scorretti da parte di personale sanitario, sia nel non dare informazioni sul tipo di vaccini che nel non rispondere alle telefonate informative dei genitori. «Dovete segnalare questi casi immediatamente - hanno spiegato le due dirigenti Asl -, altrimenti a noi ci sembra di gestire strutture perfette».
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