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il vangelo  

“Gesù apre la sua porta anche a chi ha spento la torcia”

di MARCELLO PANZANINI

Il brano del vangelo di questa domenica è davvero strano. All’epoca di Gesù lo sposo andava a prendere la sposa a casa dal suocero e le amiche scortavano la coppia fino a casa dallo sposo. Se questa...

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Il brano del vangelo di questa domenica è davvero strano. All’epoca di Gesù lo sposo andava a prendere la sposa a casa dal suocero e le amiche scortavano la coppia fino a casa dallo sposo. Se questa cerimonia avvinava all’imbrunire, le “damigelle” avevano delle fiaccole per illuminare la strada. La prima stranezza è che lo sposo non arriva, anzi arriva in ritardo. Ma quello che lascia più perplessi è che cinque ragazze sono così stolte, non solo da non prendere la riserva di olio per le fiaccole, ma che vanno a cercare nel cuore della notte un improbabile negozio aperto che permetta loro di acquistarlo. Sconcerta la durezza della risposta delle altre ragazze previdenti, che rifiutano sdegnosamente di condividere il loro olio con le altre.

Di fronte ai cristiani che attendevano l’imminente ritorno di Gesù, spesso lasciando la vita comune di tutti i giorni per rifugiarsi in un ozio pseudo spirituale, Matteo vuole rafforzare l’idea alla sua comunità che, se il Signore tarda a tornare, si manifesterà al momento più opportuno e noi dobbiamo continuare la nostra vita laboriosa e operosa. I momenti di stanchezza e di smarrimento possono assalirci, ma l’importante è essere pronti, con le orecchie tese a distinguere il passo dello Sposo che arriva.

Le ragazze hanno tutte le lucerne accese, ma solo la metà hanno l’olio. Quella è la vera differenza.

L’olio è la capacità di amare: per forza non possono condividere con le altre, perché posso dare all’altro l’amore, ma non la mia capacità di amare.

La vigilanza nel saper tenere sempre alimentata la fiamma della lucerna: anche se la vita ci porta a vedere che si sta spegnendo, dobbiamo mantenere sempre viva la “fiamma pilota”, quella che permette di accendere i fornelli.

Le cinque ragazze stolte si escludono da sole dalla festa nuziale, perché non sono in grado, in quel momento, di amare e per questo lo Sposo non le riconosce: non vede in loro la Sua stessa immagine, quella dell’amore, perché le giovani hanno lasciato che si spegnesse.

Qui sta il nocciolo: non tanto nell’addormentarsi (lo fanno anche le cinque sagge), ma nel sapersi risvegliare e riattizzare la fiaccola, perché al buio non si vede e non si distingue nulla e nessuno, neppure il Signore.

Gesù è comunque disposto ad aprire la porta e far entrare anche chi ha spento la sua torcia: basta riaccenderla.

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