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«Guardate i rapporti tra Carife e Vicenza»

«Guardate i rapporti tra Carife e Vicenza»

Il sindaco chiede al presidente della commissione banche di essere sentito in audizione per esporre fatti e incongruenze

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Il sindaco Tiziano Tagliani ha inviato una lettera al presidente della commissione parlamentare sulle banche, Pierferdinando Casini, per chiede di essere ascoltato sulla vicenda Carife e sul commissariamento che poi ha portato al definitivo default della banca.

La richiesta a Casini. «Nella mia veste di sindaco di Ferrara e presidente della Provincia - scrive Tagliani a Casini - le chiedo di essere sentito in audizione assieme alle associazioni dei risparmiatori ferraresi. Ho avuto infatti l’ingrato ruolo di dover assistere alla liquidazione del locale Istituto di credito Carife secondo un iter che appare a mente lucida inaccettabile sul piano tecnico e soprattutto gravemente iniquo sul piano delle sue conseguenze sociali».

Crollo della fiducia. In questa vicenda Tagliani ricorda che «non ho avuto paura di rappresentare il mio pensiero che oggi vedo, tardivamente purtroppo, largamente condiviso anche da parte di chi all’epoca mi ricordava di non “intendermi di banche” : questo scrivevo al Governatore ed ai vertici dei ministeri all’indomani del decreto “salva banche”: Siamo testimoni del crollo della fiducia nelle Istituzioni bancarie che hanno collocato presso il pubblico dei risparmiatori “retail” prodotti a rischio senza adeguata informativa con la conseguente “evaporazione” di risparmi delle famiglie, investimenti effettuati su titoli accreditati dalle istituzioni preposte alla vigilanza, di rating di assoluta solidità, ma altresì di un vero e proprio tradimento delle proposte che la stessa Banca d’Italia, tramite i commissari Carife, avevano presentato all’assemblea degli azionisti della Cassa di Risparmio di Ferrara il 30 luglio scorso ed alle quali la stessa Fondazione Carife diede assenso autorizzata dal Ministero dell’economia e finanze».

I sette punti. Nella sua lettera Tagliani elenca sette punti ben precisi che a suo dire valgono la pena di essere sottolineati e osservati, puntando il dito anche su legami che stanno emergendo in queste settimane tra la Banca d’Italia, e la Popolare di Vicenza e chiedendo anche maggiore attenzione sulla vicenda Carife. «Le chiedo pertanto - scrive Tagliani - a nome dei miei concittadini di approfondire, sotto ogni profilo di competenza della commissione, accertandone le responsabilità anche i seguenti fatti:

Aumento di capitale. Le ragioni che hanno consentito dopo oltre un anno di “sorveglianza tecnica rafforzata” della Banca d’Italia, disposta fin dal 2009, che le istituzione preposte alla sorveglianza abbiano autorizzato, secondo alcuni imposto, a Carife spa nel 2011 un aumento di capitale di 150 milioni di euro sottoscritto in larga misura da imprese e famiglie locali .

Il Commissariamento. Le ragioni in forza delle quali si è disposto nel maggio del 2013 il commissariamento di Carife spa a valle di un bilancio 2012 approvato il 30 aprile precedente in quale evidenziava un capitale netto di 384 milioni al netto di svalutazioni straordinarie imposte da Banca d’Italia per 104 ml. Va infatti segnalata una ulteriore ispezione straordinaria conclusa nel febbraio 2012 che imponeva tali svalutazioni su crediti. Sulla decisione del commissariamento pende attualmente giudizio avanti il Tar Lazio; tra le ragioni della impugnazione del commissariamento peraltro risultano tecnicamente evidenziate gravi violazioni di diritto e la omessa considerazione di poste patrimoniali significative a credito della banca stessa tali, se riconosciute, da evitarne la ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria.

Inversione di prospettiva. La continuità contabile e la assidua presenza ci fanno peraltro supporre che Banca d’Italia avesse valutato nel 2011 che i fondamentali patrimoniali di Carife spa fossero atti a superare, con il predetto aumento di capitale, le proprie difficoltà di adeguamento ai parametri cosa che con il bilancio 2012 risulta confermata, si chiede quindi quali fatti straordinari, omissioni od errori di valutazione abbiano determinato questa inversione totale di prospettiva.

Azioni negoziate. Si evidenzia peraltro che per circa un anno dopo il commissariamento è stata consentita da parte dei commissari la negoziazione della azioni Carife nel mercato interno a prezzi non noti allo scrivente, con ciò confermando che la banca era comunque capitalizzata.

L’interesse di PopVicenza. Se sia vero e quali siano le ragioni in forza della quali per molti mesi dopo il commissariamento che sia stato negato accesso, pur previo impegno alla riservatezza, ai dati economico gestionali di Carife spa a soggetti interessati, ad esclusione della sola Banca Popolare di Vicenza la quale tra l’aprile 2014 ed il settembre dello stesso anno avanzava tramite il proprio presidente Gianni Zonin pubblicamente, in spregio alle norme, il proprio interesse all’acquisto di Carife, invitando tra l’altro la stampa a Vicenza presso la sua abitazione, senza che alcuno dei soggetti preposti abbia inteso intervenire. Se sia vero infine e come sia stato eventualmente giustificato l’acquisto della sede di Banca d’Italia in piazzetta Tasso a Ferrara da parte di società riconducibile a Popolare di Vicenza.

L’intervento del Fitd. Come si giustifica l’assenso di Banca d’Italia dato ai commissari e del Mef dato alla Fondazione Carife all’intervento del Fitd che fu deliberato dalla assemblea degli azionisti il 30.7.2015 previa delibera del Fitd del 6.5 precedente, anche per questa ragione la Fondazione Carife ha introdotto giudizio amministrativo per l’annullamento del provvedimento, giudizio che pende avanti il Consiglio di Stato con udienza a novembre 2018.

Salvabanche. Tale assenso infatti confligge irrimediabilmente con la risoluzione disposta solo poche settimane più tardi con il “salva banche” e soprattutto, così operando, si è negato il pur minimo ristoro agli azionisti Carife».

Lavoro celere. «Auguro a lei ed alla commissione - conclude il sindaco di Ferrara - un buon lavoro, celere ma approfondito, su temi di interesse non solo dei singoli risparmiatori, ma dell’intero sistema bancario del nostro paese, offro la mia collaborazione ed invito la commissione ad acquisire sui fatti di cui sopra tutta la documentazione atta ad accertare fatti e responsabilità».



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