Coldiretti fra tradizione e difesa del made in Italy
Sul Listone le bancarelle per le Giornate del Ringraziamento agricolo Bressanutti: «Annata non semplice, salvata dalla qualità dei prodotti»
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Alla fine dell’annata agricola è consuetudine per la Coldiretti promuovere una Giornata Provinciale del ringraziamento, tradizionalmente sul Listone, dove sabato e domenica, grazie alle aziende di Campagna Amica, si sono fusi i colori, i sapori e le suggestioni dei prodotti della filiera agricola.
«Un appuntamento giunto alla 67ª edizione - ha ricordato il direttore Claudio Bressanutti – che ha proposto nel suo Mercatino Contadino, oltre ai nostri prodotti, attività di promozione e intrattenimento, le prove degli AgriChef, le chiacchierate su come alimentarsi correttamente e un giusto stile di vita; tutto per rinsaldare il rapporto tra città e campagna, tra produttori e consumatori».
Il tema portante del Ringraziamento 2017 è stato infatti legato alle relazioni fra “il cibo e il tempo”, cibo frutto delle stagioni e delle cure dell’agricoltore, cambiato nel tempo come lo sono i nostri gusti, ma che è identità e condivisione.
La Giornata del ringraziamento è anche momento di bilanci, di auspici e progetti per il futuro. Positivo il primo, perché nonostante siccità e fortunali catastrofici abbiano colpito il basso ferrarese procurando ingenti danni a molti capannoni e strutture agricole, «bisogna sempre ringraziare, essere ottimisti e avere fiducia».
Lo asserisce Bressanutti nel sottolineare che l’annata non è stata semplice, specialmente per le aziende con coltivazioni di cereali, salvate però dall’ottima qualità dei loro prodotti.
«Le cose sono andate molto bene per il nostro grano – prosegue – sempre di ottima qualità a livello nazionale, così da non aver bisogno di importarne da altri paesi. Soffriamo però per il prezzo basso perché ci penalizza il falso made in Italy. Quindi fra gli auspici e i progetti c’è quello di impegnarci al massimo perché si renda obbligatoria l’etichettatura dell’origine su tutta la produzione».
Un problema che si estende anche al settore pesca, come ha ricordato il direttore Sergio Gulinelli che partendo dall’alta qualità di anguille, pesce azzurro, bianco e vongole, sostiene che vi sia un’importante immissione di prodotto estero che contrasta con il nostrano.
«Da noi si fa molto allevamento estensivo – ha ricordato – cioè quello che ha un basso impatto ambientale ma offre grande qualità purtroppo sottovalutata. È determinante sapere che, con questo sistema, si rispetta l’equilibrio fra natura e produzione, abbinando la redditività per l’impresa, alla qualità e tipicità della produzione insieme alla sostenibilità del territorio ferrarese».
L’esempio lo hanno dato le oltre cinquanta aziende presenti nel Mercatino, molte delle quali diventate veri Laboratori agricoli che propongono prodotti “già trasformati”, alcune arrivate da fuori Provincia con il parmigiano, il miele e il vino. Un mondo prezioso lodato anche dall’arcivescovo, monsignor Perego, durante la celebrazione della messa per gli agricoltori.
Margherita Goberti
«Un appuntamento giunto alla 67ª edizione - ha ricordato il direttore Claudio Bressanutti – che ha proposto nel suo Mercatino Contadino, oltre ai nostri prodotti, attività di promozione e intrattenimento, le prove degli AgriChef, le chiacchierate su come alimentarsi correttamente e un giusto stile di vita; tutto per rinsaldare il rapporto tra città e campagna, tra produttori e consumatori».
Il tema portante del Ringraziamento 2017 è stato infatti legato alle relazioni fra “il cibo e il tempo”, cibo frutto delle stagioni e delle cure dell’agricoltore, cambiato nel tempo come lo sono i nostri gusti, ma che è identità e condivisione.
La Giornata del ringraziamento è anche momento di bilanci, di auspici e progetti per il futuro. Positivo il primo, perché nonostante siccità e fortunali catastrofici abbiano colpito il basso ferrarese procurando ingenti danni a molti capannoni e strutture agricole, «bisogna sempre ringraziare, essere ottimisti e avere fiducia».
Lo asserisce Bressanutti nel sottolineare che l’annata non è stata semplice, specialmente per le aziende con coltivazioni di cereali, salvate però dall’ottima qualità dei loro prodotti.
«Le cose sono andate molto bene per il nostro grano – prosegue – sempre di ottima qualità a livello nazionale, così da non aver bisogno di importarne da altri paesi. Soffriamo però per il prezzo basso perché ci penalizza il falso made in Italy. Quindi fra gli auspici e i progetti c’è quello di impegnarci al massimo perché si renda obbligatoria l’etichettatura dell’origine su tutta la produzione».
Un problema che si estende anche al settore pesca, come ha ricordato il direttore Sergio Gulinelli che partendo dall’alta qualità di anguille, pesce azzurro, bianco e vongole, sostiene che vi sia un’importante immissione di prodotto estero che contrasta con il nostrano.
«Da noi si fa molto allevamento estensivo – ha ricordato – cioè quello che ha un basso impatto ambientale ma offre grande qualità purtroppo sottovalutata. È determinante sapere che, con questo sistema, si rispetta l’equilibrio fra natura e produzione, abbinando la redditività per l’impresa, alla qualità e tipicità della produzione insieme alla sostenibilità del territorio ferrarese».
L’esempio lo hanno dato le oltre cinquanta aziende presenti nel Mercatino, molte delle quali diventate veri Laboratori agricoli che propongono prodotti “già trasformati”, alcune arrivate da fuori Provincia con il parmigiano, il miele e il vino. Un mondo prezioso lodato anche dall’arcivescovo, monsignor Perego, durante la celebrazione della messa per gli agricoltori.
Margherita Goberti
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