I furgoni comprati il giorno prima
I due mezzi bloccati a Lidi Spina non erano noleggiati: la traccia porta fino a Roma
2 MINUTI DI LETTURA
LIDO SPINA. È finito in una vicenda di cui probabilmente sa poco o nulla: anzi, Rolando Rapaj, il 19enne albanese, originario di Valona, unico arrestato per il carico di 2 tonnellate e mezzo trovate a Lido Spina settimane fa, e in carcere a Ferrara da allora, potrebbe essere finito nel grande traffico di droga dall’Albania all’Italia per sbaglio. E comunque, sta confermando di essere solo un piccolo e ultimo anello di una lunga catena: della mafia albanese che gestisce il traffico di droga (fumo ed erba), hashish e marijuana, e la piazza in Italia e in Europa. Via mare, usando le spiagge italiane. E poi via, con furgoni e camion, la spedizione nelle grandi città.
Non a caso sta sempre più prendendo quota, l’ipotesi investigativa che dal primo momento indicava che la droga sequestrata a Lido Spina era destinata alla Toscana e al Lazio. Con una piccola parte che doveva fermarsi nel Ferrarese, diventato davvero il suk della droga. Le indagini dei carabinieri di Ferrara e di Comacchio si sono concentrate subito sui furgoni che furono sequestrati, in cui erano stivati i pacchi di droga arrivati via mare dall’Albania.
I furgoni sarebbero stati addirittura acquistati (comprati e non noleggiati come spiegato in un primo momento), addirittura il giorno prima del carico: e ovviamente, il passaggio di proprietà non era ancora stato registrato (per questo la prima indicazione era della società di autonoleggio, precedente proprietaria), ovviamente con prestanome e girandole di intestazioni. La prima pista portava in Toscana, mentre adesso tutto finirebbe dritto dritto verso Roma e dintorni. Un segnale anche questo della potenza del gruppo di trafficanti che non bada a spese e affronta rischi di impresa, a partire dalle perdite di 20 milioni a botta e, tra Ferrara e Ravenna, siamo al bis del buco.
I carabinieri di Ferrara e Comacchio stanno cercando non solo di capire a chi era destinata la droga, ma soprattutto da dove arrivava: la pista è quella, ovvia e scontata, dell’Albania, Valona, porto da cui partono i gommoni (per la traversata verso al Puglia, non più sicura però) e le navi più grandi, che stanno battendo la nuova rotta verso le nostre spiagge, tra Ferrara e Ravenna.
Non a caso sta sempre più prendendo quota, l’ipotesi investigativa che dal primo momento indicava che la droga sequestrata a Lido Spina era destinata alla Toscana e al Lazio. Con una piccola parte che doveva fermarsi nel Ferrarese, diventato davvero il suk della droga. Le indagini dei carabinieri di Ferrara e di Comacchio si sono concentrate subito sui furgoni che furono sequestrati, in cui erano stivati i pacchi di droga arrivati via mare dall’Albania.
I furgoni sarebbero stati addirittura acquistati (comprati e non noleggiati come spiegato in un primo momento), addirittura il giorno prima del carico: e ovviamente, il passaggio di proprietà non era ancora stato registrato (per questo la prima indicazione era della società di autonoleggio, precedente proprietaria), ovviamente con prestanome e girandole di intestazioni. La prima pista portava in Toscana, mentre adesso tutto finirebbe dritto dritto verso Roma e dintorni. Un segnale anche questo della potenza del gruppo di trafficanti che non bada a spese e affronta rischi di impresa, a partire dalle perdite di 20 milioni a botta e, tra Ferrara e Ravenna, siamo al bis del buco.
I carabinieri di Ferrara e Comacchio stanno cercando non solo di capire a chi era destinata la droga, ma soprattutto da dove arrivava: la pista è quella, ovvia e scontata, dell’Albania, Valona, porto da cui partono i gommoni (per la traversata verso al Puglia, non più sicura però) e le navi più grandi, che stanno battendo la nuova rotta verso le nostre spiagge, tra Ferrara e Ravenna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
