In campo tra lacrime e ricordi
La Centese in lutto, omaggio dei compagni di squadra e dei tifosi al calciatore morto nel sonno
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CENTO. Momenti di commozione, ieri pomeriggio nello stadio Bulgarelli di Cento in memoria di Simone Sinico, il ragazzo di 20 anni che militava nella squadra biancazzurra e che è morto nel sonno nel letto di casa sua, a San Pietro in Casale nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi.
Poco prima dell'inizio della partita con l’Argelatese, i giocatori della Asd Centese 1913, sono scesi in campo accompagnati dai piccoli del settore giovanile, con indosso una maglietta bianca con la scritta “Ciao Simo”. Un minuto di silenzio, che ha commosso tutti i presenti, è stato dedicato a. Al centro del campo, una di quelle magliette, è stata poi legata a dei palloncini bianchi che sono stati liberati in cielo.
«Come società siamo tutti affranti e oggi il nostro cuore è tutto per Simone e per la sua famiglia, - ha dichiarato Alberto Tino Fava, vicepresidente della squadra - è rimasto con noi solo due mesi ma nonostante il breve tempo si era subito integrato con il gruppo. L’ultima volta che ci siamo visti ci ha lasciando dandoci appuntamento al giorno seguente e dicendo che avrebbe portato lui le pizze, da lì però non abbiamo più avuto notizie. Su di lui avremmo puntato per costruire il nostro futuro. Adesso vorremmo identificare un punto del nostro stadio da dedicare a Simone, affinché sia ricordato sempre». Presenti al ricordo anche numerosi giocatori che hanno scritto la storia della Centese calcio e che hanno voluto partecipare a questo momento. I funerali del ragazzo si sono svolti sabato a Napoli, la sua città, dove il feretro è stato accompagnato dalle maglie bianche e azzurre della squadra per la quale giocava. Sul corpo di Simone non è stata effettuata l'autopsia e secondo alcune indiscrezioni per i medici si sarebbe trattato di arresto cardiaco dovuto a embolia polmonare. La vicenda, oltre ad aver generato un immenso dolore, ha suscitato anche grande stupore, il giovane infatti, che aveva compiuto vent'anni da poco, a seguito dei recenti esami e visite mediche, effettuati per via dell'attività agonistica, era risultato perfettamente sano e in ottima forma fisica.
Andrea Bonzagni
Poco prima dell'inizio della partita con l’Argelatese, i giocatori della Asd Centese 1913, sono scesi in campo accompagnati dai piccoli del settore giovanile, con indosso una maglietta bianca con la scritta “Ciao Simo”. Un minuto di silenzio, che ha commosso tutti i presenti, è stato dedicato a. Al centro del campo, una di quelle magliette, è stata poi legata a dei palloncini bianchi che sono stati liberati in cielo.
«Come società siamo tutti affranti e oggi il nostro cuore è tutto per Simone e per la sua famiglia, - ha dichiarato Alberto Tino Fava, vicepresidente della squadra - è rimasto con noi solo due mesi ma nonostante il breve tempo si era subito integrato con il gruppo. L’ultima volta che ci siamo visti ci ha lasciando dandoci appuntamento al giorno seguente e dicendo che avrebbe portato lui le pizze, da lì però non abbiamo più avuto notizie. Su di lui avremmo puntato per costruire il nostro futuro. Adesso vorremmo identificare un punto del nostro stadio da dedicare a Simone, affinché sia ricordato sempre». Presenti al ricordo anche numerosi giocatori che hanno scritto la storia della Centese calcio e che hanno voluto partecipare a questo momento. I funerali del ragazzo si sono svolti sabato a Napoli, la sua città, dove il feretro è stato accompagnato dalle maglie bianche e azzurre della squadra per la quale giocava. Sul corpo di Simone non è stata effettuata l'autopsia e secondo alcune indiscrezioni per i medici si sarebbe trattato di arresto cardiaco dovuto a embolia polmonare. La vicenda, oltre ad aver generato un immenso dolore, ha suscitato anche grande stupore, il giovane infatti, che aveva compiuto vent'anni da poco, a seguito dei recenti esami e visite mediche, effettuati per via dell'attività agonistica, era risultato perfettamente sano e in ottima forma fisica.
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