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Un altro carico di tre tonnellate di droga

Un altro carico di tre tonnellate di droga

Sequestrato nel Ravennate dopo una sparatoria coi carabinieri: tante le analogie con quello scoperto nel Ferrarese

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LIDO SPINA. Un altro carico record di droga sequestrato, quasi 3 tonnellate tra hashish e marijuana, più “fumo” che “erba”: è stato scoperto a Lido di Classe, nel Ravennate, ad una manciata di chilometri da Lido Spina dove settimane fa, sempre i carabinieri, avevano intercettato l’altro carico in arrivo dall’Albania, 2.4 tonnellate di droga arrivate via mare e fatte spiaggiare nella riserva naturale di Bellocchio, sulla nostra costa per poi caricarle su furgoni verso il Centro Italia. La droga sequestrata venerdì mattina scorso dai carabinieri di Ravenna e Lido di Classe, 2 tonnellate e 800 chili, arrivata via mare, e poi caricata su un furgone guidato da un italiano (che risiede in Piemonte e subito arrestato) è un carico più che “annunciato” e non ha sorpreso gli inquirenti: visto che era già stato sottolineato che la nostra costa tra il Ferrarese e il Ravennate è diventata l’ultima spiaggia (nel senso temporale) della mafia albanese che traffica droga e la piazza in tutta Italia, un approdo via mare ritenuto più sicuro.

Il carico ravennate, secondo i calcoli degli inquirenti, avrebbe fruttato tra i 4 e i 7 milioni di euro all’ingrosso, che al dettaglio avrebbe potuto generare un giro d’affari per qualcosa come 20 milioni. Stesso valore più o meno per la droga sequestrata a Lido Spina. Da qui la prima di tante le analogie con il sequestro ferrarese anche se al momento non si conoscono tanti dettagli per valutare se vi siano collegamenti concreti ma gli inquirenti ferraresi sono già in allerta e al lavoro per individuarli. Non si conosce granchè, visto il riserbo, nemmeno delle persone fermate, ad esempio, che solo oggi dovranno presentarsi all’udienza di convalida di fronte ai magistrati di Ravenna, il gip Rossella Materia e al pm Monica Gargiulo. Quattro le persone arrestate e fermate: oltre il camionista italiano-piemontese, altri tre ragazzi albanesi sono in carcere. Dalla prima ricostruzione del fatto, la droga è stata fatta spiaggiare, con la stessa tecnica usata da sempre: pacchi gallegianti, poi trascinati a riva dopo essere arrivati via mare e buttati in acqua. E caricati per la distribuzione.

Così, venerdì scorso, all’alba, prima era stato bloccato il camioncino guidato dall’italiano. Poi alcune ore dopo una pattuglia di carabinieri ha intercettato un’Alfa 147 con a bordo due uomini, nella pineta di Lido di Classe, componenti di una staffetta per “difendere” il prezioso carico e ancora ricercati: i due fermati, alla richiesta di documenti hanno estratto una pistola contro il maresciallo di pattuglia che ha avuto il sangue freddo di bloccare la mano a quello armato e nella colluttazione sono partiti due colpi. Per fortuna il militare è riuscito a disarmare il bandito, gettando l’arma in un canale, mentre il trafficante fuggiva nella pineta con il complice nonostante l’alt dell’altro carabiniere che ha esploso anche un colpo in aria. Da quel momento la caccia all’uomo ha interessato anche i carabinieri di tutta la zona fino a Comacchio, mentre poco più tardi nella zona sono stati fermati i 3 albanesi, che si sospetta facciano parte del gruppo di “spedizionieri”. Sono in corso le prime indagini, anche dei carabinieri ferraresi viste le tante analogie al carico scoperto a Lido Spina: la conferma che la nostra costa è davvero l’ultima spiaggia della mafia albanese.

Daniele Predieri



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