Anche Comune e scuole pagheranno i rifiuti
Si amplia la platea dei contribuenti. Il Municipio verserà 2-300mila euro l’anno L’assessore Vaccari: «Ma caleranno i costi amministrativi». L’Asl “tratta” con Hera
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Dagli amministratori di condominio è già arrivato il “chi va là!”. Ma sono tante le utenze collettive che dovranno adeguare la loro organizzazione al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati che entrerà in vigore a Ferrara nel 2018. E proprio tra questi soggetti spuntano nuovi potenziali pagatori, che si aggiungono alla tradizionale utenza della Tari: famiglie e imprese.
Chi pagherà, quindi, come e quanto? L’interrogativo se lo stanno ponendo in questi giorni anche i grandi fornitori di servizio, come gli uffici comunali o le aziende sanitarie. Per ognuno di questi “enti” l’avvento dello smaltimento con calotta comporta una riorganizzazione piccola o grande e, in qualche caso, una variazione di costi. Una novità che sta emergendo giorno dopo giorno e che modifica la composizione della futura platea dei contribuenti. L’effetto apparente potrebbe essere una riduzione della bolletta per le famiglie nel loro complesso (a prescindere dalla propensione individuale a differenziare i rifiuti) con un rientro “laterale” di costi, però, da altri capitoli di spesa: il condominio o il Comune, ad esempio. Perché da quanto si è appreso ieri, in effetti, a Palazzo municipale l’avvento della raccolta con calotta e Carta Smeraldo avrà un impatto sotto l’aspetto economico, non solo organizzativo. A confermarlo è stato l’assessore comunale al Bilancio, Luca Vaccari. Gli edifici comunali - Municipio, uffici e servizi presenti sul territorio, scuole comprese - oggi non pagano la Tari, ha precisato. Ma le cose cambieranno con l’applicazione della nuova procedura che prevede l’utilizzo della Carta Smeraldo. «È previsto un costo annuale a carico del Comune - ha spiegato Vaccari - che possiamo stimare attorno ai 2-300mila euro ma si tratta di un calcolo del tutto provvisorio, che dovrà essere verificato. Avremo però un risparmio sui costi che al momento non siamo in grado di quantificare e che andrà in parte a bilanciare quella spesa».
Si tratta di costi amministrativi che caleranno con il passaggio della gestione della bollettazione a Hera, ma che non prevedono la chiusura dell’Ufficio Tari, precisa l’assessore, che sarà impegnato ancora a lungo nell’attività di controllo sulle utenze emerse o aggiornate per cambio di utenza, evasione, negligenza o distrazione in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema. La Carta Smeraldo, intanto, è già entrata negli uffici amministrativi di molte scuole della città. Per gli istituti statali paga l’erario. Per quelle di proprietà degli enti locali saranno questi ultimi a sostenere le spese. Ogni scuola sta provvedendo ad organizzare la gestione del servizio. «Abbiamo pattumelle per la raccolta differenziata (carta, plastica, vetro, lattine) ovunque e devo dire che gli studenti collaborano mostrando senso di responsabilità - chiarisce il preside del “Roiti”, Donato Selleri - La Carta Smeraldo l’abbiamo già ritirata: è in un cassetto chiuso a chiave ed è affidata al bidello di turno. L’indifferenziata verrà gestita in questo modo». Massimiliano Urbinati, dirigente scolastico della “Dante”di Ferrara e della “Remo Brindisi” di Lido degli Estensi, ha affidato l servizio «la direttrice amministrativa. La Carta viene affidata al bidello quando si deve conferire l’indifferenziata». L’Asl, dice il dirigente Antonio Di Giorgio, del Gruppo Ambiente, ha un team al lavoro che dovrà definire con Hera il come (calotta o cassonetto a seconda della struttura interessata) e il quanto. A fare i conti con la Carta, però, sono anche le tante associazioni che operano sul territorio, come il Centro Servizi Volontariato (Csv) o l’Arci, dove la Carta viene intestata ad un rappresentante ma lo smaltimento della spazzatura e l’uso della tessera sono regolati con procedure interne.(gi.ca.)
Chi pagherà, quindi, come e quanto? L’interrogativo se lo stanno ponendo in questi giorni anche i grandi fornitori di servizio, come gli uffici comunali o le aziende sanitarie. Per ognuno di questi “enti” l’avvento dello smaltimento con calotta comporta una riorganizzazione piccola o grande e, in qualche caso, una variazione di costi. Una novità che sta emergendo giorno dopo giorno e che modifica la composizione della futura platea dei contribuenti. L’effetto apparente potrebbe essere una riduzione della bolletta per le famiglie nel loro complesso (a prescindere dalla propensione individuale a differenziare i rifiuti) con un rientro “laterale” di costi, però, da altri capitoli di spesa: il condominio o il Comune, ad esempio. Perché da quanto si è appreso ieri, in effetti, a Palazzo municipale l’avvento della raccolta con calotta e Carta Smeraldo avrà un impatto sotto l’aspetto economico, non solo organizzativo. A confermarlo è stato l’assessore comunale al Bilancio, Luca Vaccari. Gli edifici comunali - Municipio, uffici e servizi presenti sul territorio, scuole comprese - oggi non pagano la Tari, ha precisato. Ma le cose cambieranno con l’applicazione della nuova procedura che prevede l’utilizzo della Carta Smeraldo. «È previsto un costo annuale a carico del Comune - ha spiegato Vaccari - che possiamo stimare attorno ai 2-300mila euro ma si tratta di un calcolo del tutto provvisorio, che dovrà essere verificato. Avremo però un risparmio sui costi che al momento non siamo in grado di quantificare e che andrà in parte a bilanciare quella spesa».
Si tratta di costi amministrativi che caleranno con il passaggio della gestione della bollettazione a Hera, ma che non prevedono la chiusura dell’Ufficio Tari, precisa l’assessore, che sarà impegnato ancora a lungo nell’attività di controllo sulle utenze emerse o aggiornate per cambio di utenza, evasione, negligenza o distrazione in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema. La Carta Smeraldo, intanto, è già entrata negli uffici amministrativi di molte scuole della città. Per gli istituti statali paga l’erario. Per quelle di proprietà degli enti locali saranno questi ultimi a sostenere le spese. Ogni scuola sta provvedendo ad organizzare la gestione del servizio. «Abbiamo pattumelle per la raccolta differenziata (carta, plastica, vetro, lattine) ovunque e devo dire che gli studenti collaborano mostrando senso di responsabilità - chiarisce il preside del “Roiti”, Donato Selleri - La Carta Smeraldo l’abbiamo già ritirata: è in un cassetto chiuso a chiave ed è affidata al bidello di turno. L’indifferenziata verrà gestita in questo modo». Massimiliano Urbinati, dirigente scolastico della “Dante”di Ferrara e della “Remo Brindisi” di Lido degli Estensi, ha affidato l servizio «la direttrice amministrativa. La Carta viene affidata al bidello quando si deve conferire l’indifferenziata». L’Asl, dice il dirigente Antonio Di Giorgio, del Gruppo Ambiente, ha un team al lavoro che dovrà definire con Hera il come (calotta o cassonetto a seconda della struttura interessata) e il quanto. A fare i conti con la Carta, però, sono anche le tante associazioni che operano sul territorio, come il Centro Servizi Volontariato (Csv) o l’Arci, dove la Carta viene intestata ad un rappresentante ma lo smaltimento della spazzatura e l’uso della tessera sono regolati con procedure interne.(gi.ca.)
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