Carichi di fieno per aiutare le popolazioni terremotate
di Davide Bonesi
Brazzolo, l’operaio copparese Guerrini dopo le roulotte consegna foraggio «Alcuni allevatori costretti a vendere gli animali: l’emergenza non è finita»
2 MINUTI DI LETTURA
BRAZZOLO. Di lui (e di sua moglie Margherita) avevamo scritto ad inizio estate, per raccontare dei viaggi che la coppia faceva più volte al mese per portare roulotte e caravan risistemati alle popolazioni terremotate del Centro Italia. Ora sono cambiate un po’ le esigenze, ma non lo spirito con cui Denis Guerrini (operaio Berco) e la moglie tornano nel Centro Italia. Lo scopo è sempre quello di aiutare e se la maggior parte dei terremotati dopo oltre un anno ha un posto da dormire (magari le piccole casette o ancora l’albergo), adesso fra le problematiche più impellenti troviamo la carenza di foraggio per gli allevatori di quelle zone.
«Fortunatamente le richieste di roulotte sono calate - ci racconta l’operaio copparese -, ma quelle che non servono più conto comunque di riutilizzarle sempre in zona. Le casette appena consegnate sono molto piccole, così le roulotte possono servire come spazio aggiuntivo per tenere materiale o, ad esempio, dare privacy ai figli un po’ più grandi».
Come mai ancora alcuni giorni fa è tornato a fare un viaggio in Centro Italia?
«Per portare fieno, in complesso con due viaggi abbiamo consegnato quasi 80 rotoballe. Il tutto è nato facendo un viaggio con Albertino Pastorini (presidente della onlus Hopeful Giving, ndr), ci siamo resi conto che piccoli agricoltori e allevatori rischiano di chiudere le proprie attività, perché ai danni del terremoto ha fatto seguito la siccità della scorsa estate. Lo sfalcio è stato magro e molti sono costretti a vendere i propri animali, unica fonte di sostentamento. Dalle nostre parti non è che il clima sia stato meglio, anzi, ma qui a Brazzolo ho 5 ettari coltivati a erba medica così ho tenuto tutto il raccolto per loro. Poi chiedendo in giro abbiamo recuperato altro fieno e gli amici della zona sono stati i più generosi. Abbiamo pronti un altro carico di una quarantina di rotoballe, purtroppo saranno le ultime, anche da noi è stata un’estate molto difficile».
E per il trasporto? «I carichi portati in questi giorni erano pronti da luglio - spiega Guerrini -, ma i costi per il trasporto erano elevati, circa 2000 euro l’uno. Tramite la onlus abbiamo trovato due camionisti, di Ascoli Piceno e Macerata, venuti da queste parti per lavoro e avendo il camion vuoto al ritorno hanno caricato il foraggio, così da ridurre le spese, alle quali ha poi contribuito la onlus».
«L’emergenza in Centro Italia non è finita anzi - chiude -, in certi aspetti, come vestiario e materiale è arrivata fin troppa roba, ma a livello di lavoro ci sono notevoli problemi. La cosa importante è aiutare le persone che ne hanno davvero bisogno, anche lì ci sono quelli che se ne approfittano, purtroppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Fortunatamente le richieste di roulotte sono calate - ci racconta l’operaio copparese -, ma quelle che non servono più conto comunque di riutilizzarle sempre in zona. Le casette appena consegnate sono molto piccole, così le roulotte possono servire come spazio aggiuntivo per tenere materiale o, ad esempio, dare privacy ai figli un po’ più grandi».
Come mai ancora alcuni giorni fa è tornato a fare un viaggio in Centro Italia?
«Per portare fieno, in complesso con due viaggi abbiamo consegnato quasi 80 rotoballe. Il tutto è nato facendo un viaggio con Albertino Pastorini (presidente della onlus Hopeful Giving, ndr), ci siamo resi conto che piccoli agricoltori e allevatori rischiano di chiudere le proprie attività, perché ai danni del terremoto ha fatto seguito la siccità della scorsa estate. Lo sfalcio è stato magro e molti sono costretti a vendere i propri animali, unica fonte di sostentamento. Dalle nostre parti non è che il clima sia stato meglio, anzi, ma qui a Brazzolo ho 5 ettari coltivati a erba medica così ho tenuto tutto il raccolto per loro. Poi chiedendo in giro abbiamo recuperato altro fieno e gli amici della zona sono stati i più generosi. Abbiamo pronti un altro carico di una quarantina di rotoballe, purtroppo saranno le ultime, anche da noi è stata un’estate molto difficile».
E per il trasporto? «I carichi portati in questi giorni erano pronti da luglio - spiega Guerrini -, ma i costi per il trasporto erano elevati, circa 2000 euro l’uno. Tramite la onlus abbiamo trovato due camionisti, di Ascoli Piceno e Macerata, venuti da queste parti per lavoro e avendo il camion vuoto al ritorno hanno caricato il foraggio, così da ridurre le spese, alle quali ha poi contribuito la onlus».
«L’emergenza in Centro Italia non è finita anzi - chiude -, in certi aspetti, come vestiario e materiale è arrivata fin troppa roba, ma a livello di lavoro ci sono notevoli problemi. La cosa importante è aiutare le persone che ne hanno davvero bisogno, anche lì ci sono quelli che se ne approfittano, purtroppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
