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Da Comacchio al Cile per aiutare i malati

Da Comacchio al Cile per aiutare i malati

Il 25enne Damiano dopo la laurea va per un lungo periodo a Santiago: «Arricchimento personale»

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COMACCHIO. Tra meno di un mese festeggerà il suo 25esimo compleanno a Santiago del Cile tra poveri e ragazzi con gravi disabilità, dopo aver abbracciato un percorso della durata di un anno, coordinato dall’associazione Papa Giovanni XXIII, nell’ambito del Servizio civile nazionale all’estero. Damiano Caldironi è un giovane comacchiese, laureatosi a Bologna come educatore sociale e culturale, che mercoledì partirà insieme ad altri 7 coetanei per il Cile, dove per un lungo periodo metterà in pratica la formazione effettuata in quest’ultimo mese con i coordinatori dell’associazione fondata da don Benzi. «Ho voluto rimettermi in gioco - spiega Damiano -; arrivo da un percorso di studi di tipo socio-culturale. Mi voglio impegnare per dare un aiuto concreto agli ultimi, agli emarginati, alle persone disabili, senza fermarmi alle 6 ore di impegno giornaliero, ma condividendo con loro la quotidianità. Per questo, grazie all’associazione Papa Giovanni XXIII, ho pensato all’esperienza del servizio civile all’estero».

Fra lezioni teoriche e tirocinio all’interno di una comunità vicentina, che assiste ex-carcerati ed ex-tossicodipendenti, Damiano ha trascorso l’ultimo mese di preparazione molto intenso. Anche a Santiago le giornate saranno una vera full immersion tra persone che hanno tanto bisogno di aiuto: «Al mattino lavorerò in una mensa dedicata ai più poveri - spiega il giovane -, preparando le pietanze per il pranzo e distribuendo i pasti, stando a stretto contatto con i bisognosi, mentre al pomeriggio darò una mano in una casa-famiglia, che sarà anche la mia casa, dove aiuterò un gruppo di genitori a seguire figli con gravi disabilità».

Il compenso mensile riconosciuto ai giovani da 18 a 28 anni che intraprendono l’esperienza del servizio civile all’estero è 430 euro, ai quali si somma una diaria giornaliera di 13 euro, oltre a vitto e ad alloggio assicurati dall’associazione. A marzo Damiano e gli altri 7 coetanei torneranno in Italia per due settimane di formazione intermedia, ma poi faranno rientro a Santiago: «Il mio auspicio da questa esperienza è di avere un arricchimento personale, crescita umana e anche professionale. Ci tengo molto per eventuali sbocchi futuri. Sono motivato, come lo sono gli altri ragazzi italiani che abbracciano tale cammino».

I temi della cittadinanza attiva, della non violenza, del ponte di dialogo tra popoli, culture e strati sociali differenti sono un banco di prova per i giovani che si avventurano nell’esperienza del servizio civile. A Comacchio faranno il tifo per lui il fratellino di 12 anni, la sorella di 23 e i genitori: «Mio padre è entusiasta - dice Damiano - perché da ragazzo scelse l’obiezione di coscienza al militare, una vera palestra di vita per lui. Mia madre ha più riserve, perché il Cile è molto lontano, ma rispetta la mia scelta».

Katia Romagnoli

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