La Nuova Ferrara

Ferrara

L'INCHIESTA

Trafficanti sbarcati ai lidi, indaga la Dda

di Daniele Predieri
Trafficanti sbarcati ai lidi, indaga la Dda

Arriva dall’Albania la droga sequestrata. Pool dei carabinieri di Ferrara e Ravenna

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FERRARA. L’inchiesta ora deve fare il “salto”. Dopo la scoperta delle oltre due tonnellate a Lido Spina la notte del 17 ottobre scorso e adesso quelle sequestrate a Lido Classe nel Ravennate (2 tonnellate e 800 chili) venerdì scorso, 10 novembre, gli inquirenti vogliono capire da dove arrivi la droga, chi la spedisce e chi muove i fili all’arrivo dei carichi lungo la nostra costa. Per farlo occorrono più poteri investigativi per cercare all’estero, fuori dai confini della nostra regione: ecco allora, come vuole la prassi in circostanze come queste, entrare in scena la Dda, la direzione distrettuale antimafia, la procura speciale che ha sede a Bologna e che permette con le proprio ramificazioni e poteri di fare un passo dopo l’altro, investigativo per scoprire l’origine dei carichi record di droga che invadono la nostra e le province vicine.

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Anche questo è un segnale che il Ferrarese, ormai, non è più solo terra di conquista di piccoli gruppi di trafficanti, ma come segnalato da tempo dalle forze dell’ordine, qui da noi hanno trovato casa i “grossisti», i terminali dei giri di droga dall’Albania e dalla Spagna. Per non dimenticare quelli in partenza dalla Nigeria. Sono i dati oggettivi riscontrati dopo sequestri dei carabinieri (le tonnellate di hashish e marijuana) e anche della Polizia, proprio qui in città, con una serie di operazioni antidroga senza precedenti nella storia criminale cittadina: 12 chili e mezzo sequestrati ad un marocchino in auto con moglie e figli piccoli, altri 5 chili fatti arrivare da due marocchini da Modena e bloccati nel parcheggio del market di via Caretti, e infine il carico record di 120 chili di marijuana e hashish nascosto tra arance, mandarini e melograni spediti dalla Spagna e sequestrati in un magazzino di via Marconi (tre albanesi arrestati con un marocchino e uno spagnolo).

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E adesso, il nuovo allarme, scattato in questi giorni, dopo la scoperta a Lido di Classe del carico appena arrivato (dall’Albania, la prima ipotesi). Un carico di quasi 3 tonnellate fatto spiaggiare dopo il viaggio via mare, sulla sabbia della riserva naturale tra le foci del Bevano e del Savio: Parco del Delta del Po ravennate. Come nel Parco del Delta del Po è l’area delle Vene di Bellocchio a Lido di Spina, dove era stato fatto arrivare il carico in pacchi impermeabili e segnati con codici di produzione, sequestrato a metà ottobre.

Dunque, i trafficanti di droga - la mafia albanese - usa le riserve naturali come nuovi approdi, perchè più sicure e tranquille, dopo aver scartato le rotte tra Albania e Puglia e le altre regioni del Medio Adriatico, ormai tutte bruciate. Come la nuova rotta verso le nostre coste, visti i due sequestri e una perdita di oltre 50 milioni di euro: anche la mafia albanese sa far di conto. Per quanto riguarda le 4 persone arrestate dai carabinieri del Ravennate, ieri i magistrati hanno convalidato l’arresto e ordinato la custodia in carcere: sono 3 ragazzi albanesi di poco meno di 20 anni, manovali e usati come “braccia” per scaricare e caricare i pacchi, e un camionista che risiede in Piemonte un italiano. Per fare il “salto”, inquirenti ferraresi e colleghi di Ravenna hanno già iniziato a lavorare: vogliono capire chi e da dove sono stati spediti i bastimenti carichi di droga.

Daniele Predieri
 

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