«Era armato perché aveva ricevuto minacce»
È già tornato a casa e tra oggi e domani potrà fornire la propria versione al giudice durante l’udienza di convalida. Tassi, difeso dall’avvocato Giulio Garuti, racconterà i motivi per cui ha scelto di armarsi. «Lo ha fatto per questioni di difesa – spiega il suo legale – Ha ricevuto pesanti minacce, anche di morte nei confronti di alcuni familiari. Io inviterei a vedere la sua abitazione e capire in che stato di timore vive e delle misure di sicurezza che adotta. L’arresto è un atto dovuto, i militari di Finale hanno fatto esclusivamente il loro lavoro con grande professionalità e senza spettacolarizzazione. Come del resto ho apprezzato la valutazione del pubblico ministero Marco Niccolini che ha tenuto conto delle circostanze e del fatto che il mio assistito è incensurato e non aveva alcuna intenzione di usare quelle armi». E la storia delle due pistole è tutta da raccontare: quella più antica la teneva in casa - dove i carabinieri hanno effettuato la perquisizione - l’altra era appena stata acquistata. “Il mio assistito è stato chiamato dalla moglie all’arrivo dei militari e ha subito ammesso di avere un'altra pistola oltre a quella trovata nel cassetto. L’aveva comprata 15 giorni fa, chi lo conosce sa che è sempre pieno di impegni e ha rinviato, erroneamente, la segnalazione di detenzione. Con l’arma, che era ancora incellophanata, aveva anche le munizioni inscatolate proprio a dimostrazione di come non fosse intenzionato a sparare. Non ha neppure precedenti». (fd)
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