L’orientamento universitario adesso si chiama Whiri Whiri
Tre studenti ferraresi hanno progettato una piattaforma online per aiutare le matricole nella scelta Basta un semplice clic per conoscere il gradimento raccolto da atenei, facoltà o corsi di laurea
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Scegli la tua università, la tua facoltà, il tuo corso di laurea, il tuo futuro. Questo il motto di Whiri Whiri, una novità assoluta nel mondo dell'auto-orientamento allo studio, e sono ferraresi i tre ragazzi che hanno progettato quella che è la prima piattaforma informatica destinata a confrontare gli atenei italiani. Loro sono Nicola Sita, venticinquenne impegnato nel mondo dell'informatica, Fabio Bedeschi, 20 anni, studente di ingegneria informatica, e Matteo Zanirati, trentenne consulente di business intelligence. La piattaforma, Whiri Whiri, servirà a raccogliere dati e aiutare gli studenti fin dalla fase di orientamento.
Che cos'è Whiri Whiri?
Matteo: «è una piattaforma online che nasce per accompagnare le future matricole, ma non solo: l'idea è quella di sostenere gli utenti sia nella scelta del percorso da intraprendere che per tutta la durata del corso di studi. Alla base sta l'unione di due grandi ambiti: da un lato, le opinioni personali e le recensioni degli studenti, raccolte grazie alla community che stiamo formando, dall'altra le statistiche ufficiali che si trovano sul web, ci affidiamo a dati istituzionali, come quelli di Almalaurea ad esempio».
Come vi è venuta l'idea?
Matteo: «Ci siamo basati sulla nostra esperienza personale: usciti dalle superiori non sapevamo come scegliere la strada giusta, eravamo disorientati. Se avessimo avuto questo servizio in quinta superiore, avremmo potuto informarci meglio e capire con esattezza quello che volevamo fare. Scegliere l'università è difficile, magari ci si ritrova a non farsi le domande giuste, non si sa il motivo per cui si vuole studiare una determinata materia, a cosa porterà una certa facoltà, dove ha più senso iscriversi. È importante capire quale sarà la difficoltà dei corsi che si intende seguire, quali saranno gli sbocchi lavorativi».
Qual è lo scopo di formare una ”community”?
Nicola: «Quello che ci interessa sottolineare è che Whiri Whiri non ha soltanto un aspetto “statistico”, ma ha pure un risvolto sociale. La homepage, che chiamiamo “wall”, assomiglia alla bacheca di un qualsiasi social network, si possono scrivere post e raccontare la propria esperienza universitaria, porre domande ad altri studenti e recensire i vari corsi. L'idea è di far diventare Whiri Whiri una specie di social con una finalità precisa, quella di trasmettere aggiornamenti e consigli per studenti e matricole».
Che differenza c'è allora con un qualsiasi gruppo su Facebook?
Matteo: «Whiri whiri è un punto di incontro tra i luoghi virtuali dove si trovano solo le opinioni personali, come i gruppi di facebook, e i siti di statistica, a volte di difficile comprensione e non sempre intuitivi per i non addetti ai lavori. Inoltre, pensiamo che possa avere un valore aggiunto: quello che vediamo online è una dispersione generalizzata di informazioni, manca spesso un punto centralizzato, si trovano tanti gruppi di tante università diverse chiusi, ma non si trova qualcosa di globale, come sarà invece Whiri Whiri».
A che punto è il progetto?
Nicola: «Abbiamo già inserito più di 60 atenei e oltre seimila corsi di laurea. Un servizio così ancora non esiste da nessuna parte, cliccando su corso che interessa si aprono le statistiche ufficiali affiancate alle opinioni personali. Grazie ai dati raccolti siamo riusciti a dare un punteggio alle università, ci siamo orientati su 5 macro categorie di analisi: il numero di laureati, la soddisfazione degli studenti, la difficoltà nel portare a termine gli studi, i la probabilità di trovare lavoro, l'ipotesi di un futuro stipendio».
Come pensate di sviluppare il servizio nei prossimi mesi?
Matteo: «A partire dalle interazioni degli utenti riusciremo a targettizzare i visitatori, e questo ci permette di creare dei data set che andremo poi a processare e vendere nei data market. In secondo luogo vogliamo creare una sezione dedicata alla città universitaria: vorremmo inserire una serie di informazioni legate ai servizi cittadini connessi con la vita degli studenti, potrebbe diventare una vetrina per le attività economiche, posizionando negozi o luoghi sulle mappe, creare e promuovere degli eventi».
Irene Lodi
Che cos'è Whiri Whiri?
Matteo: «è una piattaforma online che nasce per accompagnare le future matricole, ma non solo: l'idea è quella di sostenere gli utenti sia nella scelta del percorso da intraprendere che per tutta la durata del corso di studi. Alla base sta l'unione di due grandi ambiti: da un lato, le opinioni personali e le recensioni degli studenti, raccolte grazie alla community che stiamo formando, dall'altra le statistiche ufficiali che si trovano sul web, ci affidiamo a dati istituzionali, come quelli di Almalaurea ad esempio».
Come vi è venuta l'idea?
Matteo: «Ci siamo basati sulla nostra esperienza personale: usciti dalle superiori non sapevamo come scegliere la strada giusta, eravamo disorientati. Se avessimo avuto questo servizio in quinta superiore, avremmo potuto informarci meglio e capire con esattezza quello che volevamo fare. Scegliere l'università è difficile, magari ci si ritrova a non farsi le domande giuste, non si sa il motivo per cui si vuole studiare una determinata materia, a cosa porterà una certa facoltà, dove ha più senso iscriversi. È importante capire quale sarà la difficoltà dei corsi che si intende seguire, quali saranno gli sbocchi lavorativi».
Qual è lo scopo di formare una ”community”?
Nicola: «Quello che ci interessa sottolineare è che Whiri Whiri non ha soltanto un aspetto “statistico”, ma ha pure un risvolto sociale. La homepage, che chiamiamo “wall”, assomiglia alla bacheca di un qualsiasi social network, si possono scrivere post e raccontare la propria esperienza universitaria, porre domande ad altri studenti e recensire i vari corsi. L'idea è di far diventare Whiri Whiri una specie di social con una finalità precisa, quella di trasmettere aggiornamenti e consigli per studenti e matricole».
Che differenza c'è allora con un qualsiasi gruppo su Facebook?
Matteo: «Whiri whiri è un punto di incontro tra i luoghi virtuali dove si trovano solo le opinioni personali, come i gruppi di facebook, e i siti di statistica, a volte di difficile comprensione e non sempre intuitivi per i non addetti ai lavori. Inoltre, pensiamo che possa avere un valore aggiunto: quello che vediamo online è una dispersione generalizzata di informazioni, manca spesso un punto centralizzato, si trovano tanti gruppi di tante università diverse chiusi, ma non si trova qualcosa di globale, come sarà invece Whiri Whiri».
A che punto è il progetto?
Nicola: «Abbiamo già inserito più di 60 atenei e oltre seimila corsi di laurea. Un servizio così ancora non esiste da nessuna parte, cliccando su corso che interessa si aprono le statistiche ufficiali affiancate alle opinioni personali. Grazie ai dati raccolti siamo riusciti a dare un punteggio alle università, ci siamo orientati su 5 macro categorie di analisi: il numero di laureati, la soddisfazione degli studenti, la difficoltà nel portare a termine gli studi, i la probabilità di trovare lavoro, l'ipotesi di un futuro stipendio».
Come pensate di sviluppare il servizio nei prossimi mesi?
Matteo: «A partire dalle interazioni degli utenti riusciremo a targettizzare i visitatori, e questo ci permette di creare dei data set che andremo poi a processare e vendere nei data market. In secondo luogo vogliamo creare una sezione dedicata alla città universitaria: vorremmo inserire una serie di informazioni legate ai servizi cittadini connessi con la vita degli studenti, potrebbe diventare una vetrina per le attività economiche, posizionando negozi o luoghi sulle mappe, creare e promuovere degli eventi».
Irene Lodi
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