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Negli elenchi Apple e Nike, Regina Elisabetta e il cantante Bono

Sono tanti, e tra i tanti, tanti i nomi importanti: le maggiori aziende tecnologiche del mondo, capi di stato e figure internazionali della politica, dello sport e dello spettacolo che hanno nascosto...

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Sono tanti, e tra i tanti, tanti i nomi importanti: le maggiori aziende tecnologiche del mondo, capi di stato e figure internazionali della politica, dello sport e dello spettacolo che hanno nascosto le loro ricchezze in paradisi fiscali segreti. Tra questi, la Regina Elisabetta II, i cantanti Madonna e Bono, il ministro del Commercio di Donald Trump, Wilburs Ross, il tesoriere del presidente canadese, Justin Trudeau, il co-fondatore di Microsoft Paul Allen, e il magnate George Soros, solo per citare i più noti. A rivelare i loro nomi sono i Paradise Papers: una montagna di documenti finora segreti, 13,4 milioni di file usciti con una colossale fuga di notizie da due grandi studi professionali offshore, Appleby e Asiacity. E ottenuti da due cronisti del quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung che li hanno condivisi con oltre 380 giornalisti di tutto il mondo, associati all’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), come già nel 2016 per i Panama Papers. Una inchiesta internazionale che ha coinvolto 96 testate di 67 paesi, dal New York Times al Guardian, da Le Monde alla Bbc, e in Italia L’Espresso e Report. E dalla settimana scorsa tutti i giornalisti del pianeta hanno cominciato a scrivere i nomi e affari segreti dei super ricchi in paesi dove non esistono tasse sui profitti aziendali: casseforti estere con soldi non dichiarati da ben 120 politici di tutto il globo. e da tanti altri. Anche Apple e Nike, multinazionali che per minimizzare le tasse spostano miliardi nei paradisi fiscali.



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