Ore 10, esplodono le gelatine Crolla la torre dell’acquedotto
di Marcello Pulidori
Serbatoio e tralicci demoliti ieri da due chili di esplosivo. Mezzo paese in stato di allerta Chiuse le scuole e la banca. Evacuate 35 persone. Al campo sportivo un punto di ristoro
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Ai più romantici, agli anziani (col cuore più tenero) è sembrato quasi di vedere spazzato via un pezzo del paese, qui in via Rabbiosa, a due passi dal campo sportivo. Quartesana, frazione di Ferrara (dalla quale dista una decina di chilometri), poco più di mille abitanti, da ieri alle 10 non ha più la vecchia torre dell’acquedotto, quella che tecnicamente si chiama torre piezometrica. Abbattuta da 2 chili di un esplosivo che ha un nome soave ma che fa molto male: gelatine. Gelatine è, difatti, il nome tecnico di questo tipo di esplosivo detonante. Al suono della terza sirena, il tecnico addetto della ditta incaricata da Hera di effettuare la demolizione, la “Cosmo Ambiente”, sede a Noale, in provincia di Venezia, ha spinto il bottone che ha liberato l’innesco e fatto esplodere, implodendo su se stessa, la torre dell’acquedotto. Pochi istanti, un fortissimo boato durato un paio di secondi. Altri 5/6 secondi, e la torre era già demolita. Finita, terminata, di fatto, l’allerta che, dalle 8,30 ha riguardato quasi l’intero paese. L’area rossa, quella in cui era vietato (a chiunque non fosse autorizzato) l’accesso, copriva un raggio di 100 metri dal luogo dello scoppio controllato. Va detto che, come confermato dal tecnico della ditta (e responsabile sul posto), il geometra Massimo Curletto, «una quantità di 2 chili è per noi minima, molto limitata». La torre dell’acquedotto, costruita attorno ai primi anni cinquanta, era inattiva da una decina d’anni. Come avverrà anche in altre zone della provincia, queste torri piezometriche sono destinate tutte a fare questa fine. Non avendo alcun valore storico-architettonico (se non quello di un luogo dell’anima), faranno pian piano spazio, come è avvenuto ieri mattina a Quartesana, ad aree nuove che libereranno altrettanto nuove opportunità per i Comuni. Qui a Quartesana, ad esempio, al posto della torre dell’acquedotto dovrebbe sorgere un parco giochi per i bimbi, parco giochi che, tra l’altro, verrebbe a trovarsi a poche decine di metri dalla scuola materna/primaria del paese, ieri evacuata. Come evacuata per l’intera mattinata è stata la banca, la filiale della Carife. Stessa sorte, in totale, è toccata a 35 persone evacuate. Sei di queste hanno trovato “riparo” dentro la tensostruttura riscaldata della società sportiva; i restanti residenti costretti ad abbandonare per qualche ora la propria casa sono stati invece ospitati da parenti o amici. Quartesana è un paese dove la coesione sociale è ancora molto forte, e ieri si è visto. La zona di Via Rabbiosa è stata presidiata e controllata da carabinieri, polizia, vigili del fuoco, polizia municipale (sul posto tre pattuglie coordinate dall’ispettore capo Stefano Rinaldi), Protezione civile del Comune di Ferrara e volontari della Protezione civile (in tutto 30 unità). In precedenza erano state messe in atto tutte le misure necessarie per la sicurezza pubblica: una delle più importanti è stata la chiusura al traffico di Via della Libertà e di Via Rabbiosa nel tratto compreso tra Via Bardocchia e Via Comacchio. A rendere immediatamente esecutive queste misure, una ordinanza del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, ed una del questore Antonio Sbordone. Alcuni curiosi, pochi, sono arrivati fino al campo sportivo per diventare testimoni dell’evento. Alle 11 anche le residuali operazioni di sicurezza sono terminate. E l’allerta è così rientrata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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