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Un manager ferrarese nei file di Paradise Papers

Un manager ferrarese nei file di Paradise Papers

Mario Barozzi, con capitali alle Bermuda, è dirigente Tea di Mantova. Lui replica: «Grande abbaglio, tutto regolare»  

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FERRARA. Il suo nome compare nelle liste dei “Paradise Papers” e con lui, nella lunga lista, i nomi di persone e aziende che hanno nascosto le proprie ricchezze in paradisi fiscali segreti e che in tutto il mondo un pool di 96 testate (giornali e programmi Tv) e 380 giornalisti di 67 paesi sta pubblicando da settimane. Nelle ultime liste pubblicate dal settimanale L’Espresso c’è anche il nome di Mario Barozzi, manager di 54 anni, conosciuto a Ferrara e anche al nostro giornale che negli anni 2002 e 2003 gli dedicava pagine su pagine, anche allora, perchè compariva negli elenchi delle edizioni annuali del “Who’s who in Italy” (chi è chi), la pubblicazione che raccoglie ogni anno i nomi di chi conta nel panorama economico, politico e cultura a livello nazionale.

Ieri manager privato di aziende importanti, Chase Manhattan Bank, Olivetti, Enel e poi anche di una società di fondi di investimento, la Idea Capital Funds, per la quale ora viene citato negli elenchi dei Paradise Papers, pubblicati dal settimanale l’Espresso: si tratta di una società che fa parte del gruppo Dea Capital (a suo volta Gruppo De Agostini) di cui Barozzi fu Ceo dal 2006 al 2016.

E oggi? Oggi, anzi, dal luglio scorso, è amministratore delegato della società multiutility di Mantova, la Tea. E proprio da Mantova, interpellato, replica e spiega che il suo patrimonio finanziario personale è tutto in Italia e «gestito alla luce del sole» e per quanto riguarda l’eventuale coinvolgimento parla senza mezzi termini di «abbaglio».

Nello schema pubblicato da L’Espresso il nome di Barozzi viene inoltre accostato anche a quello di Pioneer Global Funds Distributor, altra società di gestione fondi con la quale precisa di non aver avuto mai avuto a che fare. «Premesso che mi meraviglio che l’Espresso abbia pubblicato il mio nome senza fare le opportune verifiche con il diretto interessato - dichiara Barozzi - chiarisco subito che le mie attività finanziarie sono gestite tutte presso intermediari domiciliati in Italia».

Ma allora perchè il suo nome compare negli elenchi?

«Immagino che il mio nome possa essere emerso in quanto per dieci anni sono stato amministratore delegato di Idea Capital Funds sgr spa, società italiana di gestione di fondi di investimento che gestisce anche “fondi di fondi” che a loro volta investono, nel pieno rispetto delle leggi in materia, in fondi internazionali spesso domiciliati in Paesi ove la tassazione è inferiore a quella italiana».

In sostanza Idea Capital Funds gestiva oltre due miliardi di euro suddivisi in decine di fondi, alcuni dei quali investivano a loro volta in fondi di fondi a volte di gestori americani che di prassi li domiciliano a Bermuda, nel Delaware o alle Isole Cayman. Non è quindi escluso che alcuni dei fondi in cui Idea Capital Funds aveva investito fossero domiciliati in uno di questi Paesi, ma Barozzi chiarisce che si tratta di operazioni trasparenti, che risultano nei bilanci.

E chiude che «essendo i fondi gestiti da Idea Capital Funds fiscalmente residenti in Italia, le plusvalenze ovunque realizzate vengono tassate nel nostro Paese secondo la tassazione prevista dall’Italia».
 

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