Bergamini soffocato con una sciarpa
di Samuele Govoni
Depositata la nuova perizia sulla salma del calciatore deceduto nel 1989 L’avvocato Anselmo: è la conferma che Denis non è morto sotto quel camion
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BOCCALEONE. Denis Bergamini, il calciatore argentano trovato morto il 19 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico (Cosenza), sarebbe stato soffocato utilizzando una sciarpa, per non lasciare segni, e con il concorso di più persone. Niente suicidio dunque ma omicidio. Niente tir o investimento ma soffocamento. Le indiscrezioni delle scorse settimane troverebbero conferma negli esiti delle analisi prodotte in base alla nuova perizia depositata, eseguita dai consulenti del gip del tribunale di Castrovillari, Teresa Riggio, che in occasione dell’incidente probatorio aveva accolto la richiesta, avanzata dal procuratore della Repubblica, Eugenio Facciolla, di riaprire l’inchiesta sulla morte di Bergamini, archiviata, a suo tempo, come suicidio. «Questo dettaglio è un’ulteriore conferma di quello che ho sempre sostenuto e cioè che mio fratello è stato ucciso». Donata Bergamini, sorella del calciatore deceduto, ha sempre lottato contro una verità che non l’ha mai convinta e ora, dopo quasi trent’anni, pare che il tempo le stia dando ragione. A lei così come a tutti quelli che non hanno mai smesso di credere in una realtà diversa.
«Il corpo di Bergamini (riesumato a luglio per autopsia e esami approfonditi, ndr) - aveva affermato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini - ci vuole dire qualcosa». «Che Denis sia morto per soffocamento - ha detto ieri Anselmo - è un dato oggettivo e su questo siamo sereni. Le operazioni svolte sul corpo, gli esami, tutto è confutabile. Ho sempre creduto che quello medico legale fosse l’aspetto più importante dal quale ripartire per ricostruire tutta la vicenda».
Attualmente per la morte di Bergamini risultano indagate due persone, l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò, e Raffaele Pisano, l’autista del camion alla base del quale fu trovata la salma del giovane, lungo la statale ionica 106. In base agli esiti della perizia, comunque, si fa strada l’ipotesi del coinvolgimento diretto, nel presunto delitto, di più persone. «Quella di queste ore - prosegue la sorella Donata - è la prima grande vittoria dopo 28 anni. In molti mi hanno scritto e mi stanno scrivendo; purtroppo non ho ancora avuto il tempo di leggere e rispondere a tutti. Sono grata per l’affetto e il sostegno che ho ricevuto in tutti questi anni, soprattutto da parte dei tantissimi giovani che si sono interessati alla storia di mio fratello».
«Il corpo di Bergamini (riesumato a luglio per autopsia e esami approfonditi, ndr) - aveva affermato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini - ci vuole dire qualcosa». «Che Denis sia morto per soffocamento - ha detto ieri Anselmo - è un dato oggettivo e su questo siamo sereni. Le operazioni svolte sul corpo, gli esami, tutto è confutabile. Ho sempre creduto che quello medico legale fosse l’aspetto più importante dal quale ripartire per ricostruire tutta la vicenda».
Attualmente per la morte di Bergamini risultano indagate due persone, l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò, e Raffaele Pisano, l’autista del camion alla base del quale fu trovata la salma del giovane, lungo la statale ionica 106. In base agli esiti della perizia, comunque, si fa strada l’ipotesi del coinvolgimento diretto, nel presunto delitto, di più persone. «Quella di queste ore - prosegue la sorella Donata - è la prima grande vittoria dopo 28 anni. In molti mi hanno scritto e mi stanno scrivendo; purtroppo non ho ancora avuto il tempo di leggere e rispondere a tutti. Sono grata per l’affetto e il sostegno che ho ricevuto in tutti questi anni, soprattutto da parte dei tantissimi giovani che si sono interessati alla storia di mio fratello».
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