La Nuova Ferrara

Ferrara

«I soldi del fotovoltaico? Dovevano andare alla Spal»

di Daniele Predieri
«I soldi del fotovoltaico? Dovevano andare alla Spal»

Il sindaco Tagliani testimone: «Pretesi da Butelli che non finissero a lui» Invece li dirottò nelle sue società private ed ora è accusato di bancarotta

3 MINUTI DI LETTURA





«Pretesi espressamente da Butelli che i proventi del fotovoltaico non andassero a sue società ma alla Spal, alla società di calcio che gestiva anche lo stadio di nostra proprietà»: risponde nelle vesti di testimone, il sindaco Tiziano Tagliani, chiamato davanti ai giudici per il processo legato al crac del fotovoltaico-Spal 1907 dell’allora presidente Cesare Butelli. Che è imputato di bancarotta per distrazione assieme all’imprenditore Remo Turra che realizzò l’impianto a Casaglia, sulla discarica di Cà Leona, 50 milioni di investimenti per un parco solare che produce oggi 14 megawatt, dando elettricità a 6000 famiglie ferraresi. Tagliani risponde in aula e le sue parole sono la chiave del processo dove Butelli è accusato di aver dirottato i proventi Spal, soldi “pubblici”, alle casse delle sue società, quasi 3 milioni di euro. Tagliani vide nascere prima l’idea e poi il progetto, nel lontano 2010, e ieri nelle vesti di sindaco è stato chiamato a testimoniare di quelle fasi. Sottolineando di fatto che anche lui come tanti, società Spal per prima, furono ingannati dai comportamenti di Butelli stesso. Visto che i proventi del progetto fotovoltaico - l’accusa per cui si sta celebrando da oltre 2 anni il processo - andarono a Butelli non come presidente della Spal, ma titolare di società personali. Resta non più di 10 minuti sulla sedia dei testimoni, Tagliani, parte spiegando e ricordando che all’epoca, 2010/2011, un protocollo tra Anci (associazione comuni) e la Regione suggeriva la realizzazione di parchi fotovoltaici (era il primo boom delle energie alternative) su discariche non più attive. Nel ruolo di sindaco ricevette i dirigenti dell’allora Spal e delle imprese coinvolte (Butelli e Turra tra i tanti) che gli prospettarono l’idea di finanziare la società di calcio con le risorse dell’impianto fotovoltaico: una grande operazione di marketing sportiva di una società di calcio professionista che - secondo l'idea iniziale - avrebbe dovuto finanziarsi con i proventi del parco fotovoltaico, producendo energia e incassando soldi, per pagare giocatori e altro (anche le bollette di luce e acqua dello stadio, di cui Butelli era moroso): all’epoca tanto per chiarire, la Spal perdeva 1 milione e mezzo l’anno e ancora dpo il crac, il passivo è ancora di 10 milioni ha ricordato ieri in aula il curatore fallimentare Paolo Montanti. Nella sua testimonianza, Tagliani ricordava che Butelli e Turra «li incontrai 2/3 volte e poi visto che come Comune non avevamo un’area indicata (nessuna discarica da recuperare, ndr), li indirizzai a Hera». Hera era la proprietaria della discarica di Cà Leona, terreno «inutilizzato e inutilizzabile», aveva spiegato alle precedenti udienze Sergio Gessi, consigliere di Butelli e della Spal 1907, da cui si dimise sbattendo la porta dopo il pasticcio fotovoltaico. Un terreno che in seguito al progetto diventò un tesoro per Hera, a cui vennero pagati 3 milioni di euro come diritti di superficie. Per un impianto che oggi e per i prossimi 20 anni garantisce introiti di 400mila euro l’anno. Non alla Spal. E allora, «conosceva gli accordi tra Butelli e Turra?», chiede la pm Isabella Cavallari al sindaco: «Non ho mai conosciuto le modalità degli accordi e mai le ho approfondite», spiega Tagliani che aggiunge: «mi raccomandai, perchè avevamo tutti a cuore gli interessi della Spal». Lo incalza il legale del fallimento Spal, Marco Linguerri “visto che lei sindaco è qui, ne approfitto”, anticipa e poi “visto lo sforzo in campo, a chi sarebbe andata l’autorizzazione unica (il diritto del fotovoltaico, ndr)?” «Non mi fu mai detto che titolare sarebbe rimasta la Spal - chiude Tagliani - ma chiesi e pretesi che il ricavato andasse alla Spal non alle società di Butelli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google