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Il rilancio della pera in tre giorni di fiera «Miracolo ferrarese»

Il rilancio della pera in tre giorni di fiera «Miracolo ferrarese»

Salone da 120 aziende e indotto che vale un milione di euro Tutte le innovazioni, la logistica e le strategie dei produttori

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Una tre giorni dedicata completamente alla valorizzazione della pericoltura ferrarese, italiana e internazionale, un momento di confronto per un comparto che sta ricominciando a crescere e a innovarsi, anche grazie alla “notorietà” che sta conquistando sui media e dunque agli occhi dei consumatori. Ecco cos’è "FuturPera", il salone internazionale della pera inaugurato ieri a Ferrara Fiere. L’appuntamento sarà una tappa fondamentale del miglioramento produttivo e commerciale della filiera, presente compatta nella parte espositiva e durante i due importanti convegni del "World Pear Forum", organizzati in collaborazione con Cso Italy.

Taglio del nastro ad opera di Simona Caselli, assessore all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna che ha sottolineato l'importanza di queste fiere "verticali" che hanno come scopo principale accendere i riflettori sulla filiera di produzione di un singolo prodotto ed oggi in particolare modo su quello della pera interamente coltivato e commercializzato in Emilia Romagna. Stefano Calderoni, presidente della società FuturPera ha parlato della seconda edizione della fiera come di un «piccolo miracolo ferrarese» poiché l’indotto vale un milione di euro, e che dovrà diventare un momento indispensabile per stringere collaborazioni, capire le indicazioni del mercato, scambiarsi conoscenze e professionalità. Presenti anche Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, consiglieri regionali, Gianni Amidei, presidente Oi Pera - Organizzazione interprofessionale pera, e Filippo Parisini, presidente di Ferrara Fiere.

Durante il convegno inaugurale si è rimarcato che l’80% della produzione pericola italiana si concentra su 23mila ettari della pianura padana. E l’Emilia-Romagna è la regione leader in Europa, con circa 500mila tonnellate, il 65% della produzione italiana di pere. La varietà Abate Fetel è la prima per volumi (oltre il 40%) ma è meno conosciuta e forse meno apprezzata della Williams, seguita da Kaiser e Decana.

I visitatori della fiera, 8.000 quelli presenti alla prima edizione, hanno trovato ad attenderli una proposta espositiva specializzata, con oltre 120 aziende (15% straniere) dei settori strategici della pericoltura: vivaismo e innovazione varietale, fertilizzanti, biostimolanti, agrofarmaci, sementi, e naturalmente un’ampia scelta di mezzi tecnici per gestione del frutteto, raccolta, lavorazione post-raccolta, packaging e logistica. Presenti anche le principali aggregazioni di produttori – Opera e Origine Group – e importanti realtà commerciali. È la vetrina di un prodotto leader nelle campagne ferraresi.

Lauro Casoni

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