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Lavori a ritmo incessante nella chiesa di S. Agostino

Lavori a ritmo incessante nella chiesa di S. Agostino

Il restauro post sisma dovrebbe terminare nel marzo del prossimo anno  A Mirabello e Dosso i tempi saranno più lunghi. In campo la Sovrintendenza

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SANT’AGOSTINO. Proseguono i lavori che nel 2018, secondo i piani, dovrebbero riportare i fedeli all’interno della chiesa di Sant’Agostino, danneggiata gravemente dal sisma 2012. I lavori sono iniziati a dicembre 2016 e le cose sembrano proseguire nella direzione stabilita dalla tabella di marcia, che prevede il termine degli interventi a marzo 2018.

L’ingegnere Fabio Cristalli, responsabile unico del procedimento di ricostruzione dell’Arcidiocesi di Bologna, ha spiegato che «i lavori stanno procedendo bene. Ci potranno essere accorgimenti nuovi, che potrebbero venire a galla durante i lavori che si stanno svolgendo, ciò causerebbe lo slittamento del termine. È una cosa normale parlando di strutture antiche e ricche di valore come le chiese». In ogni caso la sinergia tra sovrintendenza e gli altri soggetti che stanno lavorando «darà come risultato il compimento della ristrutturazione finale. La presenza di fondi privati e statali sta contribuendo al restauro complessivo. Ci attendiamo di riportare i fedeli in chiesa, nonostante le possibili complicazioni, durante il 2018».

La riapertura della chiesa è quello che si aspettano i cittadini santagostinesi, a partire dal parroco, don Gabriele Porcarelli. «Non vediamo l’ora - spiega il sacerdote - di tornare ad utilizzare la chiesa. Per noi tutti ha un significato importantissimo. C’è grande attesa di riavere questo luogo, spesso le persone mi fermano per chiedermi quando ciò sarà possibile. Anche da un punto di vista generale, non solo per i fedeli, quando tutte le persone vedranno la chiesa senza i ponteggi intorno, significherà aver fatto un altro passo verso la normalità. Aiutando l’umore generale delle persone ad accantonare la brutta esperienza vissuta durante il terremoto».

Cresime, comunioni, funerali, matrimoni, battesimi. Sono tanti ricordi vissuti dalle persone all’interno di questo luogo. Momenti di vita che negli ultimi 5, quasi 6, anni sono rimasti fermi a quel 20 maggio 2012 quando tutto si è fermato.

Il medesimo discorso vale anche per le chiese di Mirabello e Dosso, le quali però hanno qualche problematica in più da affrontare, in quanto anche precedentemente al terremoto necessitavano di qualche intervento. Inevitabilmente tutto si è andato a sommare agli enormi danni provocati dalle scosse.

Al momento la chiesa di Dosso necessita di un intervento più radicale, soprattutto per quanto riguarda la copertura. I lavori comunque stanno proseguendo, anche se avranno tempi più lunghi rispetto a Sant’Agostino.

A Mirabello la situazione è ancora più critica perché si è verificato un vero e proprio crollo della struttura e la sovrintendenza sta valutando il da farsi in termini di ricostruzione o, eventualmente, di ristrutturazione. Non sono ancora chiare le modalità di intervento. In ogni caso, come sottolineato dall’ingegner Cristalli, « fortunatamente a Mirabello è disponibile la chiesa provvisoria. Ciò comunque non significa che non si stia lavorando anche per questa chiesa. La progettazione e i ragionamenti su come intervenire proseguono incessantemente».

Samuele Melloni

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