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Conserve Italia Il sì dei sindacati all’integrativo

Conserve Italia Il sì dei sindacati all’integrativo

POMPOSA. Si è svolto a Bologna l'attivo unitario delle Rsu di Fai-Cisl; Flai-Cgil e Uila-Uil di tutti gli stabilimenti Conserve Italia del gruppo (oltre che a Pomposa a Massalombarda, Alseno...

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POMPOSA. Si è svolto a Bologna l'attivo unitario delle Rsu di Fai-Cisl; Flai-Cgil e Uila-Uil di tutti gli stabilimenti Conserve Italia del gruppo (oltre che a Pomposa a Massalombarda, Alseno Piacentino e in Toscana) per approvare la piattaforma del contratto integrativo di gruppo, scaduto lo scorso giugno.

«La piattaforma del rinnovo, che avrà durata quadriennale, è concentrata principalmente sul sistema del miglioramento delle relazioni industriali e dei diritti sindacali, a partire dalla valorizzazione e stabilizzazione dei lavoratori, con particolare attenzione al personale a tempo determinato e alle convenzioni. In evidenza anche il tema degli appalti, della sicurezza del lavoro e la rivalutazione del meccanismo del salario variabile del premio legato agli obiettivi», dicono i sindacati.

A fine ottobre, il gruppo Conserve Italia ha approvato il bilancio con un aumento dell'1%, anche grazie al trend positivo delle società controllate estere, valorizzando in particolare lo stabilimento di Pomposa, che per dimensioni e capacità di trasformazione di prodotto, tra pomodoro, vegetali e frutta ha una posizione di rilievo all'interno del gruppo.

«La piattaforma dell’integrativo di gruppo dovrà essere un vero strumento di analisi e valutazione dell’andamento complessivo di Conserve Italia, ma allo stesso tempo -dicono i sindacati - si pone l'obiettivo di recuperare quelle situazioni, a volte anche critiche, legate all'organizzazione del lavoro, come le chiamate e i turni di lavoro, che sono state in questi anni oggetto di ampie discussioni all'interno dello stabilimento di Pomposa, che conta oltre 1000 dipendenti tra fissi e stagionali. Le organizzazioni sindacali ritengono che il tema della buona occupazione, in un territorio come quello ferrarese, debba essere centrale e fondamentale per il mantenimento delle corrette relazioni sindacali, in particolare all'interno del settore cooperativo, che ha una naturale vocazione a questi temi, basata sulla propria storia e sensibilità sociale».



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