Il Comune vuole svuotare il Grattacielo
Il progetto preliminare da 5 milioni di euro: trasloco per 186 famiglie, in prospettiva la demolizione
FERRARA. Il «progetto organico» per il Grattacielo, con il quale il Comune lunedì scorso ha ottenuto 2 milioni di euro statali nel bando per le aree degradate, si riassume in due passaggi: svuotare le due torri da tutti i residenti, negozi e uffici; in un secondo tempo, se ci sono le condizioni (proprietà interamente comunale), demolire tutto. Lunedì scorso l’assessore Roberta Fusari affermava che «un progetto definitivo ancora non c’è»: si tratta in effetti di un preliminare «di gestione e rigenerazione urbana dell’area», firmato da Davide Tumiati e approvato la scorsa settimana dalla giunta comunale, che contiene però le scelte strategiche di fondo comprese di tempistica. L’intera operazione di svuotamento dovrebbe concludersi entro dicembre 2020, con progressive «ricollocazioni» di residenti-proprietari in appartamenti ceduti dal Comune, in zona Uccellino e con ricerche sul mercato, e dei negozianti in piazzetta Castellina e zona Cassoli; e la chiusura dei contratti di affitto.
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La «transizione abitativa», stando al cronoprogramma allegato alla convenzione firmata lunedì a Brescia dal sindaco Tiziano Tagliani e dal sottosegretario Maria Elena Boschi, dovrebbe essere avviata nel marzo 2018, dopo una fase di «progettazione partecipata» e di «dialogo con le proprietà per l’acquisizione pubblica dell’immobile. La conferenza conclusiva dell’Accordo di programma tra Comune, Provincia e Regione, funzionale alla messa a disposizione di altri 3 milioni di euro regionali, è prevista a ottobre 2018 e a quel punto scatterebbe la fase operativa vera e propria.
Come, in concreto, il Comune intende agire? La risposta sta nelle due pagine scarse della relazione tecnica al preliminare, firmata dall’architetto Tumiati. Le premessa sono che «il comparto “Grattacielo” da diversi anni è un problema sociale oltre che di ordine pubblico; i costi per poter gestire gli immobili sono divenuti eccessivamente onerosi a fronte di un valore di mercato di tali alloggi molto limitato»; la questione è catalogata «d’interesse pubblico generale in quanto potremmo arrivare all’urgente necessità di ordinare lo sgombero dell’intero palazzo», visto che l’estate scorsa i Vigili del fuoco hanno denunciato l’urgenza di «interventi radicali sulle due torri per la loro messa in sicurezza» in ordine ai permessi antincendi. Quindi il Comune ha deciso attivare la dichiarazione di pubblica utilità, che permette di procedere anche con le procedure espropriative con perizia dell’Agenzia delle entrate. «A seguire si darà avvio al progetto attuativo di acquisizione degli alloggi - si legge nella relazione tecnica - o attraverso l’acquisto da parte del Comune del singolo alloggio, o attraverso una seconda soluzione che prevede la messa in a disposizione, sempre da parte del Comune, di un alloggio adeguato al nucleo familiare, messo a disposizione a canone sociale Ers (sembra il ritratto dei futuri appartamenti ex Palaspecchi, ndr), a fronte di cessione gratuita dell’alloggio occupato nelle torri del grattacielo al Comune di Ferrara». Sono 80 gli alloggi da “scambiare” di proprietà su 186 appartamenti totali del Grattacielo, senza poter contare tra l’altro sugli Acer di via Gustavo Bianchi, già occupati. I negozi da trasferire sono invece 25.
L’esproprio è invece finalizzato alla “soluzione finale”, accennata al termine della relazione: «Riorganizzare l’area a fianco della Stazione e pertanto demolire quindi in futuro gli immobili per lasciar spazio ad una nuova riorganizzazione urbanistica dell’area “liberata” dalla pressante presenza di questi fabbricati».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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