Gli azionisti dell’ex Carife non perdono le speranze
Assemblea di Federconsumatori dove sono stati affrontati i punti legali «Continua la battaglia su più fronti sia sul piano civile che su quello penale»
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I risparmiatori traditi dalla Carife sono ancora sul piede di guerra per cercare soluzione per tornare in possesso del capitale perduto dopo il crac bancario.
Ieri al Centro Sociale Rivana Garden si è tenuta un’assemblea promossa da Federconsumatori per aggiornare i risparmiatori di Carife dopo l'incontro con il viceministro Baretta e per parlare anche della sentenza del tribunale civile di Ferrara che ha visto vincitore un azionista che potrà essere rimborsato da Bper.
«Mentre la vicenda delle obbligazioni sta completandosi positivamente con rimborsi fino all'80% - ha esordito il presidente Roberto Zapparoli - inoltrando anche le richieste di arbitrato per di chi si è iscritto entro l'11 novembre, per gli azionisti si sono aperti nuovi percorsi sui quali si soffermeranno dettagliatamente i nostri legali».
In primis l'ipotesi di un fondo a favore degli azionisti da inserire subito nella legge di stabilità in modo che non passa essere contestato dal prossimo Governo; tema affrontato durante il colloquio con Baretta anche se il sottosegretario ha sempre parlato di risparmiatori e non di azionisti.
Zapparoli però ha ampiamente dimostrato come gli azionisti di Carife siano a tutti gli effetti dei risparmiatori.
«La sentenza del Tribunale civile di Ferrara - ha poi annunciato l'avvocato Ermanno Rossi - è molto importante anche se la strada è impervia ma percorribile; anche il Tribunale di Bologna come il Tar del Lazio si è pronunciato sulla legittimazione passiva. Ne consegue che secondo il decreto salvabanche chi acquistava la Carife non aveva responsabilità e esentava il nuovo acquirente dai problemi precedenti».
Nel frattempo sono stati informati i soci di Federconsumatori che è iniziato il procedimento contro i 12 amministratori coinvolti nell'aumento del capitale del 2011, dai quali sarà difficile recuperare i fondi.
«I processi civili - ha sottolineato il legale - stanno procedendo, avendo a disposizione un tempo fino a dieci anni; quelli penali invece hanno non solo un limite molto stretto ma anche spese molto forti. Naturalmente la Bper contrasterà il fatto di dover rispondere alla nuova situazione che si è creata contro gli azionisti ed alle nuove cause che saranno ora, rivolte a lei».
L'esempio di come si è comportata Banca Intesa verso le banche venete che ha sborsato 100 milioni di euro è da tener presente anche se la situazione di Ferrara è sostanzialmente diversa.
«Non credo che a Bper convenga ritirarsi di fronte a migliaia di cause civili - ha aggiunto Zapparoli - anche perchésono coinvolti altri attori a livello nazionale. Per ora non si è pronunciata ma noi puntiamo che i risparmiatori sia no trattati tutti allo stesso modo». Anche l'avvocato Massimo Buja si è riferito all'importante sentenza del tribunale di Ferrara che ha fatto valere il diritto di risarcimento di titoli rischiosi, venduti come sicuri.
Margherita Goberti
Ieri al Centro Sociale Rivana Garden si è tenuta un’assemblea promossa da Federconsumatori per aggiornare i risparmiatori di Carife dopo l'incontro con il viceministro Baretta e per parlare anche della sentenza del tribunale civile di Ferrara che ha visto vincitore un azionista che potrà essere rimborsato da Bper.
«Mentre la vicenda delle obbligazioni sta completandosi positivamente con rimborsi fino all'80% - ha esordito il presidente Roberto Zapparoli - inoltrando anche le richieste di arbitrato per di chi si è iscritto entro l'11 novembre, per gli azionisti si sono aperti nuovi percorsi sui quali si soffermeranno dettagliatamente i nostri legali».
In primis l'ipotesi di un fondo a favore degli azionisti da inserire subito nella legge di stabilità in modo che non passa essere contestato dal prossimo Governo; tema affrontato durante il colloquio con Baretta anche se il sottosegretario ha sempre parlato di risparmiatori e non di azionisti.
Zapparoli però ha ampiamente dimostrato come gli azionisti di Carife siano a tutti gli effetti dei risparmiatori.
«La sentenza del Tribunale civile di Ferrara - ha poi annunciato l'avvocato Ermanno Rossi - è molto importante anche se la strada è impervia ma percorribile; anche il Tribunale di Bologna come il Tar del Lazio si è pronunciato sulla legittimazione passiva. Ne consegue che secondo il decreto salvabanche chi acquistava la Carife non aveva responsabilità e esentava il nuovo acquirente dai problemi precedenti».
Nel frattempo sono stati informati i soci di Federconsumatori che è iniziato il procedimento contro i 12 amministratori coinvolti nell'aumento del capitale del 2011, dai quali sarà difficile recuperare i fondi.
«I processi civili - ha sottolineato il legale - stanno procedendo, avendo a disposizione un tempo fino a dieci anni; quelli penali invece hanno non solo un limite molto stretto ma anche spese molto forti. Naturalmente la Bper contrasterà il fatto di dover rispondere alla nuova situazione che si è creata contro gli azionisti ed alle nuove cause che saranno ora, rivolte a lei».
L'esempio di come si è comportata Banca Intesa verso le banche venete che ha sborsato 100 milioni di euro è da tener presente anche se la situazione di Ferrara è sostanzialmente diversa.
«Non credo che a Bper convenga ritirarsi di fronte a migliaia di cause civili - ha aggiunto Zapparoli - anche perchésono coinvolti altri attori a livello nazionale. Per ora non si è pronunciata ma noi puntiamo che i risparmiatori sia no trattati tutti allo stesso modo». Anche l'avvocato Massimo Buja si è riferito all'importante sentenza del tribunale di Ferrara che ha fatto valere il diritto di risarcimento di titoli rischiosi, venduti come sicuri.
Margherita Goberti
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