«Goro viaggerà sempre da sola»
Alcuni cittadini contestano la possibilità di una fusione con i Comuni vicini
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GORO. «Che nessuno parli di alleanze, fusioni, unioni di Goro con qualsiasi altro Comune della provincia. Noi siamo e restiamo da soli». La reazione del paese a quelle che al momento sono solo idee e proposte in prospettiva di un cammino insieme ad altre realtà, hanno scaldato non poco gli animi e ieri mattina dalla piazza del paese si è sollevata la prima protesta. «La minoranza non ci sta e non ci starà mai - si fa portavoce Fausto Gianella -. Sono delle idee che non stanno né in cielo né in terra e per quanto il nostro sindaco dica che è tutto molto lontano, ci mette poi vicino a Lagosanto, Codigoro e Mesola nella condivisione di eventuali servizi. Ma scherziamo? Ci siamo battuti negli anni ’60 per dividerci da Mesola e adesso dobbiamo unirci?».
I cittadini di Goro, ed è inutile negarlo, stanno bene. Hanno il loro lavoro, la loro realtà e si autotassano per far funzionare le scuole e asfaltare le strade. Insomma, una sorta di autogestione che però mantiene gli equilibri. «Speriamo sia solo una trovata del consigliere di Mesola, Marchetti, e che i due sindaci abbiano risposto in maniera superficiale perché nessuno e dico nessuno qui vuole andare avanti in quella direzione. Ma scherziamo? E per noi quali sarebbero i vantaggi? Nessuno. I nostro prodotti funzionano, il turismo lo abbiamo. Cosa devono darci di più gli altri? Se abbiamo bisogno di qualcosa - aggiunge -, ci pensiamo da soli così come abbiamo sempre fatto».
Insomma, non l’hanno presa bene e a dire il vero lo stesso sindaco Viviani, conoscendo bene le sue realtà, si trova ancora una volta tra l’incudine e il martello, fra quello cioé che il suo ruolo istituzionale tante volte gli impone e le risposte che deve dare ai concittadini, non sempre facili e comode. «Noi parliamo adesso e poi agiamo e basta. Lo diciamo forte e chiaro: non abbiamo nulla e sottolineiamo nulla da condividere con gli altri. Andremo a rimetterci e basta».
I cittadini di Goro, ed è inutile negarlo, stanno bene. Hanno il loro lavoro, la loro realtà e si autotassano per far funzionare le scuole e asfaltare le strade. Insomma, una sorta di autogestione che però mantiene gli equilibri. «Speriamo sia solo una trovata del consigliere di Mesola, Marchetti, e che i due sindaci abbiano risposto in maniera superficiale perché nessuno e dico nessuno qui vuole andare avanti in quella direzione. Ma scherziamo? E per noi quali sarebbero i vantaggi? Nessuno. I nostro prodotti funzionano, il turismo lo abbiamo. Cosa devono darci di più gli altri? Se abbiamo bisogno di qualcosa - aggiunge -, ci pensiamo da soli così come abbiamo sempre fatto».
Insomma, non l’hanno presa bene e a dire il vero lo stesso sindaco Viviani, conoscendo bene le sue realtà, si trova ancora una volta tra l’incudine e il martello, fra quello cioé che il suo ruolo istituzionale tante volte gli impone e le risposte che deve dare ai concittadini, non sempre facili e comode. «Noi parliamo adesso e poi agiamo e basta. Lo diciamo forte e chiaro: non abbiamo nulla e sottolineiamo nulla da condividere con gli altri. Andremo a rimetterci e basta».
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