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Nel 2012 fu l’Aism a stroncare l’ipotesi

L’ipotesi formulata dal professore di Unife Paolo Zamboni ha creato di fatto un nuovo campo di studi che ha assegnato un ruolo nella ricerca sulla sclerosi multipla a un gruppo di specialisti che...

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L’ipotesi formulata dal professore di Unife Paolo Zamboni ha creato di fatto un nuovo campo di studi che ha assegnato un ruolo nella ricerca sulla sclerosi multipla a un gruppo di specialisti che fino a qualche anno fa erano meno coinvolti in questo comparto scientifico, sul quale è tradizionalmente predominante l’impegno dei neurologi.

Zamboni ha coinvolto nei suoi studi i chirurghi vascolari e i radiologi interventisti, ad esempio. Le ipotesi formulate dal direttore della Sezione di Medicina e Chirurgia traslazionale di Unife hanno suscitato la levata di scudi di buona parte dei neurologi e hanno dovuto confrontarsi con sperimentazioni che in qualche caso hanno confermato l’ipotesi di un legame tra Ccsvi e sclerosi multipla, ma in altri l’hanno negato in modo plateale. Nel 2012, quando fu avviato “Brave Dreams”, in Italia fu concluso lo studio Cosmo promosso da Aism secondo il quale il 97% delle persone con sclerosi multipla esaminate non aveva la Ccsvi.

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