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costa 600mila euro sistemare l’antincendio 

Stupore in condominio: e i nostri progetti?

Stupore in condominio: e i nostri progetti?

È la seconda volta che il condominio Grattacielo viene completamente colto di sorpresa da una grossa notizia che attiene al suo futuro. La prima volta è capitata l’estate scorsa, quando venne reso...

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È la seconda volta che il condominio Grattacielo viene completamente colto di sorpresa da una grossa notizia che attiene al suo futuro. La prima volta è capitata l’estate scorsa, quando venne reso noto il verbale dei Vigili del fuoco che evidenziava la mancata messa a norma dell’impianto antincendio. La seconda, appunto, ieri, con il progetto di svuotamento del complesso immobiliare in favore dello stesso Comune. «Non sapevamo nulla della delibera della giunta comunale, con tanto di cronoprogramma dei “traslochi”, mi studierò i documenti durante il weekend - diceva ieri l’amministratrice Tiziana Davì - Certo dovremo capire cosa c’entri questa idea del Comune con gli investimenti di riqualificazione del complesso, che molti privati hanno fatto e stanno tuttora effettuando, e con il progetto di messa a norma degli impianti antincendio, da noi presentato ai Vigili del fuoco». Quest’ultimo è un aspetto cruciale, sebbene non l’unico, per prendere le misure dell’intera operazione-Grattacielo. Il progetto di messa a norma, corredato di computo metrico e cronoprogramma dei lavori, è in attesa del via libera tecnico dei Vigili del fuoco, ottenuto il quale dovrà essere sottoposto all’assemblea di condominio: sarà la disponibilità da parte dei proprietari degli oltre 200 appartamenti delle tre torri a dire una parola decisiva sulla possibilità di sopravvivenza del complesso. Si tratta di affrontare una spesa non indifferente, 600mila euro è la stima di partenza, con un cantiere di circa tre mesi da programmare soprattutto per ripristinare gli ambienti pre-corridoio centrale. La presenza di un progetto comunale alternativo potrebbe incidere sulla volontà di alcuni proprietari, e va valutato anche l’impatto di altre richieste (sulla classe energetica dell’edificio, ad esempio) che potrebbero essere discusse negli incontri tra amministrazione condominiale e Comune.

Filtra comunque scetticismo in Grattacielo sulla fattibilità del maxi-trasloco, sia per le soluzioni alternative finora emerse (le case di zona Uccellino, ad esempio) che per la necessità di mettere d’accordo 186 famiglie. Fondamentali le prossime settimane.

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