Aria di barricate «Dal Grattacielo non ce ne andiamo»
In via Felisatti c’è chi contesta il progetto dello svuotamento Ma c’è chi non boccia il trasloco: mi bastano 30mila euro
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«Vogliono demolire casa nostra e lo veniamo a sapere dal giornale. E quando ci forniranno i dettagli? Qui abbiamo speso i nostri soldi e le nostre pensioni, abbiamo pagato le rate del mutuo, ci siamo comportati da cittadini responsabili e il Comune ci vuole fare sloggiare. Perché dovremmo andarcene, per lasciare campo libero a qualche speculatore?». Il gruppo di residenti «non morosi», dicono, discute animatamente davanti all’ingresso del Grattacielo, qualcuno alza la voce. Le ultime notizie da Palazzo municipale, dove è stato “covato” il progetto di svuotare le torri cittadine per tentare una riqualificazione dell’area che include anche l’ipotesi dell’abbattimento del più grande condominio della città, hanno messo di cattivo umore una parte dei proprietari immobiliari, famiglie che vivono lì anche da 40-50 anni. Il più arrabbiato è un residente che lavora nella pubblica amministrazione, fuori Ferrara, e che abita al Grattacielo da una decina d’anni: «Io qui pago le rate di un mutuo da 140mila euro, chi se le accolla dopo la demolizione dei fabbricati, il Municipio? Forse è bene sapere che tra chi vuole accettare lo “scambio” col Comune ci sono i morosi che tentano di liberarsi dei debiti accumulati nel tempo e che gravano sulle famiglie che pagano regolarmente le bollette. Piuttosto, perché la questione dell’antincendio è venuta fuori adesso senza che noi, i residenti, sapessimo nulla per anni? Ho scoperto con un accesso agli atti che i vigili del fuoco chiedono la messa a norma antincendio dal 1993 ma che da dieci anni nessuno l’ha sollecitata. Perché la questione è venuta fuori ora? Solo per l’incendio di Londra?». Il sospetto, tra chi abita nelle torri e lì vuole restare, «pagando tutto quello che c’è da pagare per adeguarle e migliorarle, perchè qui non è vero che vivono solo delinquenti», è che la spesa (600mila euro) per l’antincendio potrà essere usata come grimaldello per “forzare” lo sgombero nonostante proprio ieri l’assessore Roberta Fusari assicurasse dalle pagine dei giornali che il Comune non vuole «forzature o imposizioni nei confronti dei privati».
Nel gruppetto c’è una signora anziana che vive in un appartamento del Grattacielo dall’1 marzo 1970. Anche lei non rilascia il nome ma racconta: «Sono una pensionata, mi sono svenata e ho pagato i lavori per rendere autonomo il riscaldamento domestico, per sostituire gli ascensori, per la rete dell’acqua. Non me ne vado da qui, ditelo al Comune». Maurizio Rossi, un altro proprietario, chiede: «Vogliono espropriarci e poi dove ci mandano, in via Uccellino o nelle case popolari dell’ex Palaspecchi?». Che qui chiamano già «Grattacielo Orizzontale» perché «avrà oltre 200 appartamenti di edilizia sociale, più di quelli che si trovano qua». Non tutti però sono disposti ad alzare le barricate. Roberto Gamberoni, residente nella torre B di via Felisatti, non chiude a nessuna ipotesi: «Vediamo cosa ci propongono, io sono disposto a parlarne, ma che non pensino di spostarci senza trattare. Se devo andare a Gualdo....E poi il trasloco dobbiamo pagarlo noi?».
Gli dà manforte una signora di origine veneta: «Sono venuta qui per dare un’opportunità a mia figlia e maledetto il giorno che l’ho fatto - commenta - Ma se mi danno 30mila euro saldo il mutuo e me ne vado, anche da Ferrara, città con cui non voglio più avere niente a che fare».
Un residente straniero che ha comprato l’appartamento dieci anni fa aggiunge: «Ho fatto un mutuo da 90mila euro su cui dovrei pagare una rata da 950 euro al mese, più 200 di spese condominiali, più un altro centinaio per la corrente dello scaldabagno elettrico. Quei soldi non li ho, ho smesso di pagare ma me ne andrò prima che arrivino le ruspe». (gi.ca.)
Nel gruppetto c’è una signora anziana che vive in un appartamento del Grattacielo dall’1 marzo 1970. Anche lei non rilascia il nome ma racconta: «Sono una pensionata, mi sono svenata e ho pagato i lavori per rendere autonomo il riscaldamento domestico, per sostituire gli ascensori, per la rete dell’acqua. Non me ne vado da qui, ditelo al Comune». Maurizio Rossi, un altro proprietario, chiede: «Vogliono espropriarci e poi dove ci mandano, in via Uccellino o nelle case popolari dell’ex Palaspecchi?». Che qui chiamano già «Grattacielo Orizzontale» perché «avrà oltre 200 appartamenti di edilizia sociale, più di quelli che si trovano qua». Non tutti però sono disposti ad alzare le barricate. Roberto Gamberoni, residente nella torre B di via Felisatti, non chiude a nessuna ipotesi: «Vediamo cosa ci propongono, io sono disposto a parlarne, ma che non pensino di spostarci senza trattare. Se devo andare a Gualdo....E poi il trasloco dobbiamo pagarlo noi?».
Gli dà manforte una signora di origine veneta: «Sono venuta qui per dare un’opportunità a mia figlia e maledetto il giorno che l’ho fatto - commenta - Ma se mi danno 30mila euro saldo il mutuo e me ne vado, anche da Ferrara, città con cui non voglio più avere niente a che fare».
Un residente straniero che ha comprato l’appartamento dieci anni fa aggiunge: «Ho fatto un mutuo da 90mila euro su cui dovrei pagare una rata da 950 euro al mese, più 200 di spese condominiali, più un altro centinaio per la corrente dello scaldabagno elettrico. Quei soldi non li ho, ho smesso di pagare ma me ne andrò prima che arrivino le ruspe». (gi.ca.)
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