E Bergamini si confidò «Qualcuno mi vuol male»
Boccaleone, il caso dell’ex calciatore: altre testimonianze a “Quarto grado” in tv Spunta una ragazza che lo frequentava dopo aver lasciato la fidanzata a Cosenza
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BOCCALEONE. Spunta una nuova testimonianza sul caso di Denis Bergamini, il calciatore morto 28 anni fa in circostanze mai chiarite , il cui corpo ha cominciato a parlare dopo la recente riesumazione facendo tramontare la tesi del suicidio, sostenuta per 28 anni dalla giustizia. La famiglia del centrocampista di Boccaleone non si è mai arresa ad una verità inaccettabile e nuovi, inquietanti elementi, venuti alla luce domenica, durante la striscia serale di "Quarto grado" su Rete 4, convergono con la tesi dell'omicidio. «Mi sono chiesta come fosse possibile che avesse indumenti puliti, integri, quando ho saputo che era stato trascinato per 60 metri - ha dichiarato un'amica, vicina di casa di Denis - e che addirittura i’orologio al braccio funzionasse».
Secondo la versione dell'ex-fidanzata, Isabella Internò, Bergamini si sarebbe suicidato lanciandosi contro un camion in corsa, lungo la statale Jonica in località Roseto Capo Spulico, ma l'amica ha obiettato che «era un ragazzo contento, spensierato, pulito dentro, con tanta voglia di vivere e di continuare la sua professione che amava tanto». Un'altra donna traccia un ricordo analogo di Denis ed è la ragazza che il calciatore di Argenta aveva cominciato a frequentare, dopo aver interrotto la relazione con Isabella. Il suo nome non è stato rivelato, ma durante la trasmissione sono stati mostrati i fogli scritti a mano, spediti dopo la morte misteriosa di Denis proprio alla famiglia Bergamini. «Decidemmo che sarei andata giù per il mio compleanno che è il 5 dicembre - scrive la ragazza da Russi di Ravenna -, e qualche sera prima dal suo tono di voce capii che c'era qualcosa che non andava. Dopo alcune titubanze Denis mi disse che c'era qualcuno che gli voleva male». Incalzato dalle domande della nuova fidanzata, Bergamini confidò che l'unico torto che poteva aver fatto era stato quello di lasciare Isabella. «Ricordati che qua siamo in Meridione - si legge sempre nella lettera - e che per qualcuno può esser stato un brutto affronto».
Il mistero della morte del calciatore di Argenta si tinge di un altro giallo sviscerato nella striscia serale di "Quarto Grado". Tutto comincia alle ore 16.30 di quel tragico 18 novembre 1989, quello in cui Denis andò incontro ad un destino fatale. La squadra del Cosenza al completo è riunita nella sala del cinema "Garden" per la consueta proiezione del pre-partita. Ad un certo punto spuntano due ombre nel buio. Denis si alza e le raggiunge, senza più rientrare in sala, abbandonando il ritiro e correndo il rischio di non giocare la partita l'indomani. L'episodio è preceduto, alle ore 15, da una telefonata altrettanto misteriosa, che avrebbe alterato notevolmente l'umore di Denis. Emerge un altro dettaglio in tutta vicenda, poiché le scarpe di Denis furono consegnate «pressoché intonse» al papà del centrocampista da due tuttofare della squadra, uno dei quali promise rivelazioni importanti sulla morte del giovane: entrambi invece morirono in un incidente stradale, avvenuto nell'ultima partita di stagione. Sui loro corpi non vennero mai eseguite le autopsie.
Katia Romagnoli
Secondo la versione dell'ex-fidanzata, Isabella Internò, Bergamini si sarebbe suicidato lanciandosi contro un camion in corsa, lungo la statale Jonica in località Roseto Capo Spulico, ma l'amica ha obiettato che «era un ragazzo contento, spensierato, pulito dentro, con tanta voglia di vivere e di continuare la sua professione che amava tanto». Un'altra donna traccia un ricordo analogo di Denis ed è la ragazza che il calciatore di Argenta aveva cominciato a frequentare, dopo aver interrotto la relazione con Isabella. Il suo nome non è stato rivelato, ma durante la trasmissione sono stati mostrati i fogli scritti a mano, spediti dopo la morte misteriosa di Denis proprio alla famiglia Bergamini. «Decidemmo che sarei andata giù per il mio compleanno che è il 5 dicembre - scrive la ragazza da Russi di Ravenna -, e qualche sera prima dal suo tono di voce capii che c'era qualcosa che non andava. Dopo alcune titubanze Denis mi disse che c'era qualcuno che gli voleva male». Incalzato dalle domande della nuova fidanzata, Bergamini confidò che l'unico torto che poteva aver fatto era stato quello di lasciare Isabella. «Ricordati che qua siamo in Meridione - si legge sempre nella lettera - e che per qualcuno può esser stato un brutto affronto».
Il mistero della morte del calciatore di Argenta si tinge di un altro giallo sviscerato nella striscia serale di "Quarto Grado". Tutto comincia alle ore 16.30 di quel tragico 18 novembre 1989, quello in cui Denis andò incontro ad un destino fatale. La squadra del Cosenza al completo è riunita nella sala del cinema "Garden" per la consueta proiezione del pre-partita. Ad un certo punto spuntano due ombre nel buio. Denis si alza e le raggiunge, senza più rientrare in sala, abbandonando il ritiro e correndo il rischio di non giocare la partita l'indomani. L'episodio è preceduto, alle ore 15, da una telefonata altrettanto misteriosa, che avrebbe alterato notevolmente l'umore di Denis. Emerge un altro dettaglio in tutta vicenda, poiché le scarpe di Denis furono consegnate «pressoché intonse» al papà del centrocampista da due tuttofare della squadra, uno dei quali promise rivelazioni importanti sulla morte del giovane: entrambi invece morirono in un incidente stradale, avvenuto nell'ultima partita di stagione. Sui loro corpi non vennero mai eseguite le autopsie.
Katia Romagnoli
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