presentato il bilancio unife
«Ecco come stiamo riducendo le differenze di genere»
È stato presentato ieri, nella sala convegni del rettorato, il bilancio di genere 2016 dell’università di Ferrara. Il libretto, che contiene un riassunto delle attività svolte negli ultimi anni,...
2 MINUTI DI LETTURA
È stato presentato ieri, nella sala convegni del rettorato, il bilancio di genere 2016 dell’università di Ferrara. Il libretto, che contiene un riassunto delle attività svolte negli ultimi anni, conferma l’impegno dell’università estense in un campo che non ha superato antichi retaggi, anche nel campo della parità di genere.
Lo ha confermato Simonetta Sagramora, dell’Ufficio statistica e studi del Ministero dell’Università, mostrando i grafici che individuano una divaricazione delle carriere tra uomini e donne, quando negli atenei si passa dal ruolo di ricercatore a quello di associato e di professore ordinario. Man mano che si sale nella gerarchia della ricerca e della didattica, le percentuali divergono fino a sfiorare, nei gradi più elevati, la presenza dell’80% di uomini. Il prorettore, Enrico Deidda Gagliardo, ha ricordato che «Unife è stata la prima università in Italia» a intraprendere il monitoraggio e ha affermato che «la sensibilità» su questa tematica «sta crescendo a livello istituzionale». La deputata ferrarese Paola Boldrini ha sottolineato che «dobbiamo essere diversi ma uguali nei diritti» e rimarcato che la sensibilità di genere non ha nulla a che fare con ciò che viene definito “teoria gender”, semplicemente «dobbiamo andare oltre la semplice differenza tra maschile e femminile». Nel libro si auspica un miglioramento dell’assetto attuale della convenzione col Comune per l’accesso agevolato a nidi comunali e convenzionati, inoltre si ricorda che Unife intende favorire sempre più l’uso di un linguaggio «rispettoso dell’identità di genere», aumentare il telelavoro e lottare contro le discriminazioni individuando soluzioni “protette” per gli studenti in transizione di genere.
Lo ha confermato Simonetta Sagramora, dell’Ufficio statistica e studi del Ministero dell’Università, mostrando i grafici che individuano una divaricazione delle carriere tra uomini e donne, quando negli atenei si passa dal ruolo di ricercatore a quello di associato e di professore ordinario. Man mano che si sale nella gerarchia della ricerca e della didattica, le percentuali divergono fino a sfiorare, nei gradi più elevati, la presenza dell’80% di uomini. Il prorettore, Enrico Deidda Gagliardo, ha ricordato che «Unife è stata la prima università in Italia» a intraprendere il monitoraggio e ha affermato che «la sensibilità» su questa tematica «sta crescendo a livello istituzionale». La deputata ferrarese Paola Boldrini ha sottolineato che «dobbiamo essere diversi ma uguali nei diritti» e rimarcato che la sensibilità di genere non ha nulla a che fare con ciò che viene definito “teoria gender”, semplicemente «dobbiamo andare oltre la semplice differenza tra maschile e femminile». Nel libro si auspica un miglioramento dell’assetto attuale della convenzione col Comune per l’accesso agevolato a nidi comunali e convenzionati, inoltre si ricorda che Unife intende favorire sempre più l’uso di un linguaggio «rispettoso dell’identità di genere», aumentare il telelavoro e lottare contro le discriminazioni individuando soluzioni “protette” per gli studenti in transizione di genere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
