I nuovi collegi ferraresi Camera a misura di Pd
Si profila l’uninominale su base provinciale ma con esclusione dell’Alto Ferrarese Cratere del sisma alle urne unito. Entro il mese è attesa l’ufficialità dal governo
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Le Camere dovrebbero sciogliersi già a inizio 2018, se non intervengono proroghe tecniche, e non sono certo fuori luogo i ragionamenti sul voto nazionale, anche supportati da sondaggi, che hanno cominciato a circolare dopo le elezioni siciliane e di Ostia. Secondo una elaborazione di Youtrend, pubblicata da Repubblica, il mancato accordo tra Pd e sinistra metterebbe ad esempio a forte rischio i seggi uninominali “rossi” dell’Emilia alla Camera, a partire quello ferrarese, sul quale il vantaggio dem scenderebbe tendenzialmente a zero. Ogni proiezione, però, deve partire da una base aggiornata, visto che i collegi verranno ridisegnati per decreto a seguito dell’applicazione della nuova legge elettorale. L’ufficialità è attesa a fine mese, ma circolano già ipotesi molto attendibili almeno per quanto riguarda l’Emilia Romagna, dove si preannuncia una piccola rivoluzione dalle conseguenze dirette e rilevanti sull’esito del voto.
I collegi uninominali della Camera, quelli dove partiti e coalizioni candideranno un solo nome e che eleggeranno chi prenderà un voto in più, saranno 17, contro i 15 della precedente ipotesi basata sulle vecchie circoscrizioni senatoriali. Quello imperniato su Ferrara sarebbe stato ridisegnato in extremis, scartando la configurazione iniziale (capoluogo, Copparese e Alto Ferrarese) per approdare ad un’aggregazione comprendente l’intera provincia, con eccezione proprio di Cento, Terre del Reno, Bondeno, Vigarano e Poggio Renatico: grazie alla presenza di Argentano e Portuense, al posto appunto dell’Alto Ferrarese a forte influenza leghista, si tratta sicuramente di un collegio dove il candidato Pd partirà da una solida base di voti.
Il resto del territorio provinciale è in predicato di finire assieme alla Bassa Modenese, in un collegio che finirà per coincidere con il cratere del sisma 2012, ad eccezione di Carpi che dovrebbe aggregarsi a Modena città; la provincia modenese dovrebbe distribuire altri due seggi uninominali. La provincia di Bologna sarebbe suddivisa, in questo schema, in quattro collegi camerali, il Ravennate sarebbe tutto compreso in un solo raggruppamento, con l’eccezione di Faenza, dirottato verso il Forlivese.
I collegi della Camera saranno la base per ridisegnare l’intero sistema elettorale territoriale. I collegi uninominali del Senato in Emilia saranno 8, e verranno costituiti aggregando a 2 a 2 quelli camerali. Uno sarà quindi frutto dell’aggregazione di 3 collegi di Montecitorio. Le ipotesi per nostra provincia, ad oggi, sono due: la semplice somma di Ferrara e di Alto Ferrara-Bassa Modenese; e Ferrara più uno o due collegi bolognesi. È quindi difficile ipotizzare se al Senato saranno presentati candidati ferraresi o di altre province, dipenderà dalle scelte dei partiti guidate soprattutto dalle proporzioni tra residenti.
Anche i raggruppamenti proporzionali, sui quali verranno presentati listini bloccati di quattro candidati, si comporranno partendo dai collegi uninominali della Camera. Per Montecitorio s’ipotizzano accorpamenti di quattro collegi, quindi potrebbe essercene uno per la Romagna unita, quello bolognese e uno tra Ferrara e Modena. Per il Senato, invece, lo scenario più gettonato è quello di due maxi-circoscrizioni regionali, con Ferrara destinata all’aggregazione con Bologna e la Romagna. In questi listini è probabile la sistemazione di qualche big nazionale dei vari partiti, con capilista di richiamo.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I collegi uninominali della Camera, quelli dove partiti e coalizioni candideranno un solo nome e che eleggeranno chi prenderà un voto in più, saranno 17, contro i 15 della precedente ipotesi basata sulle vecchie circoscrizioni senatoriali. Quello imperniato su Ferrara sarebbe stato ridisegnato in extremis, scartando la configurazione iniziale (capoluogo, Copparese e Alto Ferrarese) per approdare ad un’aggregazione comprendente l’intera provincia, con eccezione proprio di Cento, Terre del Reno, Bondeno, Vigarano e Poggio Renatico: grazie alla presenza di Argentano e Portuense, al posto appunto dell’Alto Ferrarese a forte influenza leghista, si tratta sicuramente di un collegio dove il candidato Pd partirà da una solida base di voti.
Il resto del territorio provinciale è in predicato di finire assieme alla Bassa Modenese, in un collegio che finirà per coincidere con il cratere del sisma 2012, ad eccezione di Carpi che dovrebbe aggregarsi a Modena città; la provincia modenese dovrebbe distribuire altri due seggi uninominali. La provincia di Bologna sarebbe suddivisa, in questo schema, in quattro collegi camerali, il Ravennate sarebbe tutto compreso in un solo raggruppamento, con l’eccezione di Faenza, dirottato verso il Forlivese.
I collegi della Camera saranno la base per ridisegnare l’intero sistema elettorale territoriale. I collegi uninominali del Senato in Emilia saranno 8, e verranno costituiti aggregando a 2 a 2 quelli camerali. Uno sarà quindi frutto dell’aggregazione di 3 collegi di Montecitorio. Le ipotesi per nostra provincia, ad oggi, sono due: la semplice somma di Ferrara e di Alto Ferrara-Bassa Modenese; e Ferrara più uno o due collegi bolognesi. È quindi difficile ipotizzare se al Senato saranno presentati candidati ferraresi o di altre province, dipenderà dalle scelte dei partiti guidate soprattutto dalle proporzioni tra residenti.
Anche i raggruppamenti proporzionali, sui quali verranno presentati listini bloccati di quattro candidati, si comporranno partendo dai collegi uninominali della Camera. Per Montecitorio s’ipotizzano accorpamenti di quattro collegi, quindi potrebbe essercene uno per la Romagna unita, quello bolognese e uno tra Ferrara e Modena. Per il Senato, invece, lo scenario più gettonato è quello di due maxi-circoscrizioni regionali, con Ferrara destinata all’aggregazione con Bologna e la Romagna. In questi listini è probabile la sistemazione di qualche big nazionale dei vari partiti, con capilista di richiamo.
Stefano Ciervo
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