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L’Asl all’ospedale di Cona: «Pazienti alla Quisisana»

L’Asl all’ospedale di Cona: «Pazienti alla Quisisana»

In una lettera si chiede il trasferimento di 350 ricoverati entro fine anno. Il testo fa esplicito riferimento al rispetto del budget e non cita motivi sanitari

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FERRARA. «Si chiede che tutti gli assistiti che necessitano di ricoveri per acuti vengano indirizzati verso l’ospedale accreditato Quisisana». La richiesta, con tono piuttosto deciso, è stata recapitata la scorsa settimana all’azienda Sant’Anna ed è partita dall’Asl. Per la Casa di cura privata accreditata significa la possibile acquisizione di un “pacchetto” di pazienti per il cui costo risponde l’Asl mentre la fornitura dei ricoveri spetta al Sant’Anna. Il documento contiene anche dei numeri: 250 assistiti “acuti” inviati direttamente dal pronto soccorso di Cona e 100 assistiti lungodegenti che dovrebbero passare da un letto dell’ospedale a quello della clinica. Vengono anche indicate le date per dare attuazione alla richiesta: 1 novembre-31 dicembre 2017.

Tra i motivi per i quali l’Asl sollecita lo spostamento di 350 pazienti con un passo che - almeno visto dall’esterno - assomiglia quasi a un’invasione di campo, la lettera indica il «rientro nelle risorse di budget assegnate attraverso l’Accordo di fornitura vigente tra l’Asl di Ferrara e le strutture private accreditate della provincia». Una ragione economica quindi, almeno per come viene esplicitamente presentata nel testo, non sanitaria. L’invito dell’Asl appare curioso anche perché chiede al Sant’Anna di “dirottare” in una struttura accreditata pazienti per i quali il posto letto, in reparto a Cona, potrebbe essere disponibile. È’ anche vero che l’arrivo dell’influenza potrebbe creare difficoltà al Sant’Anna, come è avvenuto l’inverno scorso, ma un riferimento a questo aspetto di tipo sanitario nel documento non compare. Nemmeno nell’incipit la lettera cita chiaramente un’emergenza posti letto a Cona e un paziente, in effetti, potrebbe chiedersi perché se al S. Anna è disponibile il posto dovrebbe essere ricoverato alla “Quisisana” per ragioni di budget.

«A seguito dell’analisi delle dinamiche rilevate negli ultimi mesi e degli incontri al tavolo tecnico costituito da personale di questa unità operativa (Asl, ndr) e rappresentanti della Quisisana - recita l’attacco della lettera - si conferma la disponibilità di quest’ultima ad accogliere un numero di assistiti inviati da una struttura pubblica».

Gioele Caccia


 

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