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«La mafia si può battere Se c’è la volontà politica»

«La mafia si può battere Se c’è la volontà politica»

Codigoro, il messaggio del fratello di Peppino Impastato ucciso 39 anni fa Coinvolgente incontro con gli studenti delle quinte classi del polo scolastico  

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CODIGORO. Se non si comprende il fenomeno della mafia non la si può sconfiggere. Ed un modo discende dall’accresciuta sensibilità sul problema da parte dei giovani che devono impegnarsi quotidianamente per la legalità ed il rispetto delle regole. Considerazioni espresse da Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe-Peppino, giovane giornalista, attivista militante, trucidato dalla mafia nel 1978, in occasione di un incontro effettuato ieri nel locale Polo Scolastico. Presenti, la vice preside, Anna Finetti, l’assessore comunale, Melissa Bianchi, l’ospite, oltre a tanti studenti delle quinte classi. In apertura Finetti, ha sottolineato come «l’incontro costituisca l’occasione di essere dentro ai fatti che sono successi e che hanno segnato la storia del Paese». Quindi Bianchi, ha sottolineato «la necessità di avere consapevolezza della presenza della mafia, di non dimenticare chi ha sacrificato la vita per un ideale di legalità e di denuncia». Mentre Giovanni Impastato, ha ricordato che «Peppino ha operato una rottura all’interno di un sistema per la provenienza dalla nostra famiglia che era mafiosa”. Ed ha sottolineato che «la chiesa ha commesso un crimine, per il rapporto di connivenza diretta con la mafia, per cui i nemici non erano i mafiosi ma noi attivisti della legalità e ci sono responsabilità anche istituzionali». Di seguito Andrea Mezzogori, ha chiesto se il legame tra mafia e chiesa esiste ancora. Per Impastato, «la sensibilità della chiesa ora è molto cambiata anche per merito del Papa». Mentre, Elena Cinti, ha chiesto se ci si deve preoccupare anche qui da noi della mafia che non è sentita come problema. Su questo è intervenuta Ada Assirelli, del coordinamento di Casa Memoria di Cinisi, che ha affermato come «In Regione abbiamo tutte le associazioni criminali, perché qui ci sono i soldi, appalti e le attività della costa romagnola». Giovanni Impastato ha concluso affermando che «La cultura mafiosa è ancora presente, anche se hanno fatto passi avanti chiesa, scuola ed istituzioni che si comportano con disponibilità. La mafia si può battere ma accorre una decisa volontà politica».

Piergiorgio Felletti

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